Sogno

 

                                                                                    SOGNANDO I CROCI



    Sarebbe bello poter gettare uno sguardo nel passato (chissà se in futuro non sarà possibile con qualche macchinario simile alla macchina del tempo) al nostro paese, per vedere com'era, magari nella prima metà del XIX secolo, ma anche agli inizi del Novecento prima che, dal 1920 in poi, i nostri nonni cominciassero a stravolgere i luoghi e a costruire in modo scriteriato stravolgendo il Piano regolatore che l'Amministrazione del secolo aveva approntato proprio in previsione della costruzione delle case del nascente rione Croci. Purtroppo, già da allora prevalsero gli egoismi e le prepotenze, le occupazioni abusive, i restringimenti o addirittura la chiusura di alcune strade ancora ion corso, per non parlare delle bellezze paesaggistiche, per cui il nostro è destinato a rimanere un sogno popolato da visioni bellissime e verosimili, come questa dell' antico Calvario dell'Annunziata e del contesto ambientale nel quale sorgeva. 
   A scanso di equivoci premetto che quella rappresentata in questa mia ricostruzione grafica non è la situazione reale, ma qualcosa di molto simile ottenuta usando due foto dell'inizio del XX secolo, anche se da angolazioni diverse. Insomma una visione onirica, ma molto vicina alla realtà.   

  

  

   Qualche anno fa su questo sito curavo una rubrica dal titolo "Sogni" con la quale cercavo di attirare l'attenzione dei miei concittadini e di tutte le persone che hanno a cuore i nostri monumenti, il nostro centro storico, il nostro patrimonio ambientale sulla possibilità, con alcuni interventi, di porre rimedio a tutta una serie di sconci che sono stati realizzati in un paio di secoli (molti negli ultimi sessant'anni) che hanno irrimediabilmente deturpato alcuni tra gli scorci più belli del nostro paese. Come quest'orrida scala degli inizi del XX secolo che è un vero e proprio pugno nell'occhio dei caccuresi e dei visitatori, tanto più che grazie all'opera della fondazione Terzo Millennio le chiese di Santa Maria del Soccorso e della Congregazione del SS. Rosario annesse all'antico convento domenicano stanno tornando all'antico splendore, uno splendore che stride orrendamente con questa bruttura. Oggi ritengo che ci siano tutte le condizioni per demolire quest'obbrobrio, ma se pure ci fossero delle difficoltà da superare, un popolo che ha veramente a cuore il suo paese, la sua cultura, la sua storia dovrebbe fare di tutto per riuscire a venirne a capo. In questa approssimativa elaborazione grafica ho cercato di immaginare l'aspetto che avrebbe il monumento cinquecentesco se si realizzasse l'intervento come io spero si realizzi perché confido nella saggezza dei miei concittadini, anche se gli sconci che si continuano a realizzare giorno per giorno nel centro storico mi fanno spesso cadere le braccia.