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                                                              Salute  e Calabria in un fico d'india
    Alcuni li evitano per paura delle spine, altri per cattiva informazione le ritengono foriere di stitichezza, ma i fichi d'india sono tra i futti più ricchi di vitamina C e di sali minerali, soprattutto potassio e magnesio. Un tempo le consumavano anche per prevenire lo sgorbuto. Sono inoltre ricchi di fibre che aiutano a risolvere proprio i problemi di stitichezza e regolarizzano le funzioini intestinali. Inoltre, proprio la grande quantità di fibre  provoca un senso di sazietà, riduce l'assimilazione degli zuccheri e limita i rischi di malattie dovute all'aumento della glicemia. Alcuni studi hanno dimostrato che mangiare fichi d'india è utile anche per curare i postumi di intossicazioni alcooliche.  A noi comunque, oltre che per tutte queste eccellenti virtù terapeutiche questo frutto è assai caro perché in ognuna di queste bacche carnose c'è dentro tutta la nostra Calabria, il nostro sole, la nostra aria salubre, il profumo della nostra terra, i millenni della nostra storia. Per questo ieri mattina ne ho fatto una provvista per qualche giorno nel mio piccolo podere di San Biagio. 
   Raccogliere i fichi d'india senza riempirsi di spine e stare per giorni a grattarsi per liberarsi del fastidio è semplicissimo: basta inchiodare, come ho fatto io, un barattolo di latta di quelli che contengono i fagioli o i pelati a un bastone di lunghezza adeguata per staccarli dal fusto, quindi metterli a terra e pulirli accuratamente  con una vecchia scopa. Come estrema precauzione, per metterli nei secchi per portarli a casa di possono usare comuni guanti di giardiniere. I soli guanti, però, senza il precedente trattamento non bastano a evitare le fastidiose spine.