La foto


                                                              
                                   

                                                                              Le opere di mio padre                   

      Oggi finalmente ho avuto l'opportunità di fotografare e acquisire al patrimonio dei ricordi un'altra delle opere di mio padre da tramandare ai miei e ai suoi discendenti affinché la memoria non vada smarrita. E' una delle poche porte realizzata per le case del suo paese, che non seppe dargli pane,  nel lontano 1948, settant'anni fa, due anni prima che io nascessi e prima "dell'esilio fantinese" nell'amena frazione di San Giovanni in Fiore che ci sfamò per tre anni prima che papà venisse assunto "allu Menziornu" come venivanano chiamati i lavori per la costruzione della strada di collegamento Caccuri - Santa Rania realizzati con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno,  dove lavorò per circa due anni per poi inizare il calvario dell'emigrazione stagionale in Italia e in Svizzera. 
    Il legnaiuolo, per dirla con Leopardi, visto che di un legnaiuolo si trattava dal momento che partiva dal tronco dell'abero per ricavarne le tavole con la "serra a due manu" (sega a telaio a forma di H azionata da due persone), realizzò questo infisso per l'abitazione di Salvatore Lacaria in viale della Regina, a 30 metri da casa nostra. Non è elaborata come le altre, ma ha una sua dignità e, soprattutto, una sua solidità, visto che dopo sette decenni fa ancora bella vista di sé in una casa disabitata da molti anni, "all'acqua e allu sule" e che non vede una mano di smalto da almeno trent'anni. Era forte Eugenio detto Genuzzzellu Marino!