LA FOTO 

                                                                        
                                       
                  
                                                                                

                                                                       
 SEMPLICEMENTE MIMMO LUCANO

        E' stato emozionante, ieri sera, scambiare due parole con Mimmo Lucano, l'uomo che con la sua umiltà, il suo altruismo, la sua generosità, il suo anti eroismo, ci ha insegnato e ci insegna ogni giorno a tornare umani, a sentirci membri di una comunità grande quanto il mondo. Lucano è il simbolo dell'accoglienza, dell'inclusione della solidarietà, di quello che gli altri chiamano "il modello Riace" cose per le quali ha pagato un prezzo altissimo, è stato vittima di attacchi beceri, persino della privazione della libertà, ma guardando il volto di quest'uomo ti accorgi subito che non prova odio, rancore, avversione per chi lo ha combattuto, deriso, calunniato, perseguitato. Un uomo che non riesce a concepire alcunché all'infuori del bene, che riesce perfino ad arrossire per un complimento, che rinuncia a uno scranno sicuro a Bruxelles con tutto quel che ne consegue e si candida a consigliere comunale del suo paesino e che mi ricorda moltissimo Enrico Berlinguer. 
    Ieri sera mi sono avvicinato a lui seduto in prima fila al Premio Caccuri dove ha presentato il suo libro "Il fuorilegge"  e con ironico affetto gli ho detto: "Buonasera, posso scattare una foto a uno dei più importanti uomini del pianeta?" Lui mi guarda, sorride, forse un arrossisce anche un po' e mi dà il permesso. Scattata la foto lo saluto con un leggero inchino per via del coronavirus che non consente strette di mano e lui ricambia con uno di quei sorrisi che ti infondono sentimenti di bontà e ti riconciliano con questa stramaledetta razza umana. Un fuorilegge davvero speciale questo testardo di un calabrese.