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 Notizie e commenti

Domenica 16 Febbraio 2020

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 "COSA RIMANE DEI NOTRI AMORI"  A CACCUR

L'UNIVERSITA' POPOLARE VISITA CACCURI 



IL FATTO


UNA TRAGEDIA SFIORATA

MISERIE E SERIETA'


        

                                                  IL FATTO                                           

                                                     

UNA TRAGEDIA SFIORATA

   In una notte d’inverno del 1940, Giuseppe De Carlo e la moglie, Margherita Allevato, dormono, in una “casella” sulle pendici della Serra Grande presa in fitto dal signor Pisano. Nella stessa abitazione, una sola stanza di pochi metri quadrati, dorme anche una loro figlioletta.  A qualche metro dall’uscio, davanti la casupola, c’è una porcile nel quale la famiglia alleva un maiale che, da lì a qualche giorno, sarà ucciso per ricavarne salsicce, prosciutti, soppressate, strutto, insomma tutto ciò di cui la famigliola ha bisogno.  Fuori piove a dirotto e il vento mugola rabbioso.
    All’improvviso i coniugi vengono svegliati da uno spaventoso rumore, una specie di tuono prolungato, mentre il letto comincia a tremare come per un forte terremoto. Sono attimi di terrore, poi, si ode un qualcosa che fa pensare ad  forte esplosione: All’improvviso un enorme oggetto sfonda il tetto  piomba in casa sfiorando il letto matrimoniale e  sfondando la parete anteriore, prima di proseguire la sua folle corsa. Contemporaneamente un torrente di acqua penetra nel tugurio inzuppando ogni cosa. I due, terrorizzati, prendono in braccio la figlioletta e si precipitano fuori invocando un aiuto che in quel momento nessuno può dare loro, poi si avviano verso il vicino rione Parte dove bussano alla porta di una casa e si fanno ospitare.
    Al mattino molti curiosi, assieme ai carabinieri e  alle guardie municipali si recano sul luogo per rendersi conto dell’accaduto. Ai loro occhi si presenta una scena apocalittica. Il tetto della casetta è  quasi completamente sfondato, così come la parete anteriore. Il porcile è distrutto e il povero maiale è stato ridotto in poltiglia da un enorme masso che si è staccato dal costone roccioso sovrastante e che, solo per un miracolo, non ha investito le tre persone all’interno della casa, pur avendole sfiorate.

 

                                                      MISERIE E SERIETA'

   In questo dannato paese, mentre ciarlatani narcisisti ed egocentrici perdono il loro tempo in miserabili giochini, le persone serie provano a far qualcosa di serio e di concreto capovolgendo l'antico malcostume dei politici italiani di promettere senza poi mantenere e facendo, invece le cose, e annunciandole dopo averle fatte. 
  Purtroppo ormai gli italiani col cervello spappolato e rincoglioniti, invece di guardare la luna, guardano l'unghia  del dito che indica la luna, soprattutto gli inutili e costosi giornalisti che imbastiscono ore e ore di ridicoli dibattiti sui giochini stupidi, sugli aspetti futili della politica, invece di informare la gente sulle cose serie. Poi magari questo governo cadrà, al Sud non arriveranno soldi, quelli che dovevano arrivare saranno stornati come i  7 miliardi stanziati dal governo Prodi per la 106,  per pagare multe o altre mance e regalie al nord  e i nostri intelligenti corregionali continueranno a sbraitare "che i politici sono tutti uguali, che pensano tutti alle loro tasche, che bisognerebbe non andare a votare, riconsegnare i certificati elettorali", salvo, al momento del voto, andare a votare per le destre o per i taumaturghi ciarlatani. 

                         

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   "COSA RIMANE DEI NOTRI AMORI"  A CACCURI COL SUO AUTORE

    E' stata una bellissima emozione assistere, oggi pomeriggio, nei locali del bar - pizzeria Pitaro a Caccuri, alla presentazione dell'ultimo libro di Olimpio Talarico dal titolo "Cosa rimane dei nostri amori", un giallo ambientato a Caccuri, paese di origine dell'autore, che risiede da qualche decennio a Bergamo, al suo quinto romanzo. Più di un centinaio le persone che hanno seguito con grande attenzione e partecipazione Cinzia Calizzi e Franco Laratta che hanno dialogato a lungo con l'Autore, dopo il saluto del sindaco di Caccuri Marianna Caligiuri. Laratta ha magnificato la capacità dello scrittore caccurese di saper condensare, in quest'opera, candidata al Premio Strega, ma anche nelle precedenti, in poche righe, la bellezza, le suggestioni, gli odori, i sapori, persino la storia del suo paese e dei luoghi che descrive, e la capacità di costruire frasi e metafore ben fatte, mentre Cinzia Calizzi si è soffermata sullo stile e sulla bellezza di alcuni personaggi creati dall'Autore che ha definito "cammei."
  Dagli interventi di Olimpio è emerso l'amore e l'attaccamento al suo paese di origine del quale si sente ancora a pieno titolo, e lo è effettivamente, parte integrante e ha ringraziato il luogo natio e le persone che vi abitano o vi hanno abitato e che ha conosciuto e che lo hanno aiutato nella sua formazione umana e artistica.
   Leggeremo con attenzione e piacere questa nuova fatica del carissimo Olimpio per gustarne la bellezza e per poter esprimere un giudizio compiuto. A me non resta che augurargli tanto successo e sempre nuove soddisfazioni.

          L'UNIVERSITA' POPOLARE VISITA CACCURI 

02/02/2020



      E' stata una grandissima emozione, oltre che un grandissimo piacere, accompagnare gli amici dell'Università Popolare del Mediterraneo nella loro visita guidata al nostro paese. Dopo i tantissimi viaggi di istruzione che nel corso di 10 anni ci hanno visto toccare tantissimi paesi e città d'arte, musei, siti archeologici, opifici industriali della Calabria e del Mezzogiorno, oggi è toccato al paese dei Simonetta, dei Cavalcante, di Cornelio Pelusio, dei quattro arcivescovi ospitare i rappresentanti di questa prestigiosa associazione culturale che oltre un decennio organizza corsi di storia, archeologia, filosofia, lingue straniere, informatica, arti figurative, organizza decine di convegni, lectio magistralis con professori e rettori dell'Unical, presentazioni di libri e che pubblica ogni anno i Quaderni Upmed su fatti e personaggi di Calabria. Un'attività efficace e proficua finalizzata alla produzione e alla diffusione della cultura arricchita, appunto da questi viaggi di istruzione. 
   Gli amici dell'Upmed e il nostro presidente Maurizio Mesoraca sono rimasti particolarmente affascinati, e non poteva essere altrimenti, vista la bellezza dei nostri monumenti,  dal cospicuo patrimonio culturale caccurese, dalla chiesa di Santa Maria del Soccorso, da quella del Rosario, dalla Chiesa Madre e dall'urbanistica del nostro centro storico. La visita degli amici Crotone si è poi conclusa degnamente al ristorante La Roccia con un pranzo a base di maiale preparato dall'ottima Dora Sganga.  Un ringraziamento di cuore al presidente Mesoraca e ai dirigenti dell'Upmed che hanno voluto onorare il nostro paese e le sue eccellenze.


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