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 Notizie e commenti

Mercoledì  18 Settembre 2019

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  ULTIME NOTIZIE  

                 
I GRANDI VINI CALABRESI SOTTO IL CIELO DI CACCURI

ADDIO A MELO MERCURI, UN AMICO E UN PARENTE

ADDIO A RITA MELE


 PASSATU LU SANTU GABBATA L'ASTATE

RECITAL SOTTO LE STELLE DEL MAESTRO MASTROCOLA

IL FATTO


L'ODIOSA STRAGE QUOTIDIANA

 I VERI MANTENUTI 

POTERI FORTI

CENA DI FINE ESTATE A CANGIUMATI

 L'HARAKIRI DEI MERIDIONALI 

EUGENIO MARINO INTERVISTA PAOLO PAGLIARI AL PREMIO CACCURI

IO SCELGO CALABRIA - NOI SCEGLIAMO CACCURI  

        

                                       IL FATTO  

                                          
                              
 L'ODIOSA STRAGE QUOTIDIANA

   Mentre i politici felpati, gli urlatori televisivi che si spacciano per giornalisti e che ogni giorno dai loro pupiti mediatici se la prendono con i disperati delle carrette del mare che fuggono dagli orrori di guerre, persecuzioni o, quantomeno dalla miseria nera e contro le Ong che li soccorrono, quando ci riescono, salvandoli dall'annegamento e i terroni figli degli emigrati ai quali non si affittavano le case perché terroni plaudono a questa nuova crociata, centinaia di lavoratori che al mattino escono per guadagnarsi un tozzo di pane e ai quali si tolgono ogni giorno diritti e dignità, continuano a morire nei cantieri sotto lo sguardo distratto di chi dovrebbe vigilare sulla loro sicurezza, senza che nessun politico di quelli che brandiscono i crocifissi come clave contro gli immigrati e invocano il  Sacro Cuore di Maria contro i governo giallorosso (i colori della Roma, città che lo ospita, non certo quelli della politica) senta il bisogno di recitare per questi morti, quasi tutti  italiani (prima gli italiani) almeno una preghierina. Intanto i numeri di questa odiosa strage crescono giorno dopo giorno. Nel primo semestre di quest'anno sono stati già 482 ai quali vanno aggiunti quelli di luglio e agosto e questi ultimi quattro che hanno perso la vita nella "florida e civile Padania." Uno stillicidio quotidiano che, al pari del femminicidio, bisogna a tutti i costi fermare e contro il quale sarebbe bene che partiti e partitelli della sinistra, se ancora ce ne sono, sindacati, confessioni religiose, associazioni laiche si mobilitassero e portassero in piazza milioni di persone, ma soprattutto chiedessero ai governanti e alle istituzioni il rispetto rigoroso delle norme a tutela dei lavoratori, altro che emergenza immigrati. 
   Un pensiero commosso a questi poveri morti, un abbraccio alle loro famiglie, alle vedove, agli orfani, ai padri, alle madri. 

                                      I VERI MANTENUT

    Veramente delicati questi pensieri di Feltre che continua a sproloquiare "di terroni mantenuti dal Nord" senza che nessun politico e nessuna istituzione si prende la briga di fargli notare che è vero esattamente il contrario, che è il Sud che da 159 anni da quando una masnada di briganti scesi dal nord in Sicilia iniziò a saccheggiare il Mezzogiorno con l'aiuto dell'Inghilterra e della Francia, della mafia e della massoneria, che l'industrializzazione del nord fu avviata e portata avanti col capitale primario derivante dal saccheggio del Tesoro delle due Sicilie e del Banco di Napoli e dalla ven dita dei beni demaniali del Regno delle due Sicilie, che si smontarono perfino i macchinari delle industrie del Sud per portarseli al nord, che i primi operai massacrati per difendere le loro fabbriche furono quelli di Pietrarsa, che per anni hanno lucrato sulla manodopera a basso costo dei meridionali costretti ad abbandonare i loro paesi dopo che i Savoia ne avevano fatto terra bruciata e che da oltre un secolo, con i soldi di tutti gli italiani, anche dei meridionali, costruiscono le grandi infrastrutture solo al Nord, dalle autostrade parallele spesso inutili, alla ragnatela ferroviaria, ai porti, anche stornando risorse destinate al Sud e spese al nord perfino per pagare le multe di allevatori truffaldini. E ancora oggi continuano a lucrare sul petrolio lucano e sul metano di Crotone, mentre le due regioni meridionali, faticano a decollare nonostante la presenza di fior di imprenditori e di giovani preparati e dinamici che faticano fare impresa in una parte del paese priva di grandi infrastrutture nella quale è anche difficile trovare creditop bancario. Anch'io non riesco a immaginare cosa avrà provato il presidente Mattarella, anch'egli "terrone" leggendo un articolo nel quale il governo viene paragonato a uno "zoo pieno di terroni" mantenuti dal Nord del Mose e delle altre ruberie. Faccio fatica a immaginare come si sentono i meridionali che hanno votato e votano ancora Lega quando al mattino si guardano nello specchio. Altro che vomitare! 

                                       POTERI FORTI



   Le recenti vicende politiche che hanno portato alla crisi di governo e, molto probabilmente, sentite le dichiarazioni di oggi di quel genio di Di Maio dopo il colloquio col presidente incaricato, a nuove elezioni, mi hanno fatto tornare alla mente un episodio di moltissimi anni fa, quando da ragazzi scorrazzavamo per Sant'Andrea, la bellissima pineta alle spalle del convento. Un nostro coetaneo si divertiva a scagliare pietre contro le fronde dei pini sotto i quali giocava. Senza curarsi delle conseguenze. A un certo punto una di queste, rimbalzando tra i rami, gli ricadde in testa procurandogli un bel bernoccolo, ma il nostro, come un noto politico italiano dei nostri giorni, non si rese conto che si trattava di un sasso scagliato da lui stesso e se la prese con le madre di qualcuno che, a suo dire, di nascosto glielo aveva scagliato contro affibbiandole i peggiori epiteti.  
   Insomma anche il mio amico si riteneva vittima di ipotetici poteri forti.  

 

                                    CENA DI FINE ESTATE A CANGIUMATI 



   Con una squisita cena nell'eccellente agriturismo di Cangiumati, servitaci dalla brava Teodora Di Certo, con i miei cugini altoatesini abbiamo festeggiato la fine dell'estate, almeno di quella parte dell'estate che ogni anno vede tornare in paese centinaia di caccuresi, compresi i miei familiari e parenti, sparsi per l'Italia e qualcuno anche per Europa e per le Americhe. E in questo periodo che Caccuri offre il suo aspetto migliore al punto da sembrare davvero un paese; poi torna a essere una sorta di luogo spettrale nel quale è sempre più difficile incontrare gente.  Per questo dobbiamo fare di tutto per invertire la tendenza allo spopolamento, per invogliare i giovani a investire il loro futuro nel paese natale e per attirare sempre più gente in questo borgo che merita di tornare a pullulare di vita. In questo possono senz'altro aiutarci le varie eccellenze che giovani coraggiosi e intelligenti stanno creando anno dopo anno, come il bar gelateria - pasticceria,- pizzeria - cioccolateria dei fratelli Pitaro, il bar pasticceria Mercuri, in piazza, rinomato per i suoi amaretti, i suoi gelati, il suo caffè, la pizzeria Il Vicolo del bravo Daniele Lucente nel rione Pizzetto dove si possono gustare ottime pizze come quelle de La Roccia, il primo grande ristorante caccurese nel pressi del bivio con la 107 dove la brava Dora Sganga prepara ottimi piatti e gustosi manicaretti, come La Ruga, la trattoria caratteristica di via Misericordia rinomata per gli eccellenti antipasti e non solo, come l'agriturismo Cangiumati, appunto, di Ciccio Di Certo. Locali eccellenti da visitare uno per uno. Ieri sera è stata la volta di quest'ultimo che i miei cugini non conoscevano o, almeno, ne avevano uno sbiadito ricordo risalente a una decina di anni fa nel quale dopo una caterva di antipasti caldi e freddi abbiamo gustato la pasta fresca fatta in casa alla Cangiumati, uno spezzatino bianco da leccarsi le dita, delle deliziose polpette, zuppa di fagioli, formaggi e contorni annaffiati con dell'ottimo vino bianco e rosso di Melissa.  Alla fine oltre al palato, anche lo spirito ne risultava deliziato come succede ogni volta che ceniamo o pranziamo in uno di questi paradisi, che non sono le uniche eccellenze caccuresi. Fortunatamente qualche giovane comincia anche a dedicarsi alle coltivazioni biologiche, rinasce timidamente qualche attività artigianale e si notano tanti piccioli segnali che lasciano bene sperare. "Questi sono i nostri gioielli", avrebbe esclamato una Cornelia caccurese, gioielli che dobbiamo ancor più valorizzare e tenerceli cari. 

                                       

                                  ULTIME NOTIZIE  

18/09/2O19 

I GRANDI VINI CALABRESI SOTTO IL CIELO DI CACCURI

     Sabato 21, a partire dalle ore 21, in piazza Umberto, l'associazione culturale Arte in gioco, con la collaborazione dell'Amministrazione comunale e di un gruppo di sponsor, organizza la manifestazione "I grandi vini calabresi sotto le stelle" con la partecipazione della band "Quarto di vino."  Si tratta di una iniziativa che contribuirà senz'altro, a far conoscere gli ottimi vini calabresi che si vanno sempre più affermando tra i migliori d'Italia e del mondo, oltre che a ripopolare le strade del paese per una serata in allegria.


01/09/2O19
 

              ADDIO A MELO MERCURI, UN AMICO E UN PARENTE



   Dolore e costernazione sono i sentimenti che provo apprendendo la notizia dell'improvvisa scomparsa di Carmelo Mercuri, per tutti Melo, uomo stimato e amato da tutti i caccuresi. A Melo, oltre che una profonda amicizia, mi legava anche una lontana parentela, essedo il padre, il compianto Michele, un cugino di nonno Saverio, entrambi originari di Giffone per cui, sin da bambino, ho sempre frequentato la sua casa paterna. Grande lavoratore, fu un uomo, per dirla col Pindemonte, "di multiforme ingegno." Dopo aver fatto per qualche tempo lo stagnino (all'epoca si stagnavano ancora le pentole", emigrò giovanissImo in Svizzera dove trovò lavoro come idraulico e installatore di impianti di riscaldamento e, quando verso la fine degli anni '60 tornò in Calabria, fu uno dei primi provetti artigiani in grado di montare caldaie e radiatori. Sempre freneticamente attivo, fece di tutto: dall'idraulico al fantino, eterno vincitore della "gara dei ciucci" quando ancora questa competizione era il pezzo forte della festa di San Rocco, al Cireneo nelle varie edizioni de I Giudei, al contadino, mestiere che ha svolto fino a ieri coltivando la sua terra. Melo era famoso anche per le storie esilaranti delle quali era stato protagonista sin da ragazzo quando organizzava scherzi irresistibili ai compaesani, per l'arguzia, la bonomia, la capacità di seminare buonumore fra chi gli stava accanto.
In questo triste giorno sono vicino a Elvira, a Michele, a Carmela, ai fratelli, alle sorelle e ai nipoti tutti. Caro amico, caro cugino, tutte queste mi mancheranno e ci mancheranno., ma il tuo ricordo ci terrà gradita. compagnia fino all'ultimo nostro respiro. Addio, Melo e grazie per essere esistito, ti dobbiamo tutti tanto. 

01/09/2O19 

                            ADDIO A RITA MELE

    Se n'è andata anche Rita in questo primo, triste giorno di settembre nel quale anche pare piangere la sua scomparsa, mentre i tuoni sembrano salve di cannone che le rendono onore. Oggi il paese perde una grande donna, un simbolo, una "cattolica convinta e una comunista praticante", custode  della chiesa di Santa Maria del Soccorso e della chiesetta del Rosario, ma anche della fede religiosa e di quella politica. Non c'era funzione religiosa, messa, processione, ma anche assemblea di partito, festa de l' Unità alla quale non fosse presente questa donna umile, ma dal carattere forte, leale, generosa, coerente. Quando molti anni fa le portavo la tessera del partito, l' Unità o l'invito di convocazione di un'assemblea, mi accoglieva sempre con gioia e gratitudine e vedeva in me l'incarnazione di suo padre, il compianto Rocco, segretario di sezione fino al 1969 che consegnò la staffetta a me e agli altri compagni che guidarono il partito fino agli inizi degli anni '90. Oltre che compagna, Rita fu anche una grande amica mia e della mia famiglia, come lo furono e lo sono  le sue sorelle e i suoi fratelli ai quali voglio far giungere le mie più sentite condoglianze per la grave perdita che ci rende tutti più soli e più tristi. Addio, compagna Rita, grazie di tutto e, se davvero c'è quel paradiso nel quale credevi, certamente vi occuperai un posto di rilievo tra gli angeli e i santi. 

 

16/08/2O19 

                        PASSATU LU SANTU GABBATA L'ASTATE



    Anche quest'anno San Rocco è già passato e, come dicevano gli antichi, "Passatu Santu Roccu 'u vernu è arreti 'a porta" e infatti  nell'aria già si sente " 'u ventarellu 'e l'acqua" di un'acqua di cui ci sarebbe estremo bisogno visto che quest'anno finalmente sulle piante si vede qualche "cocciu 'a alive". Insomma, "passatu lu santu gabbata l'astate". Ma per tornare a San Rocco quella di oggi è stata una bella processione, anche se il numero dei fedeli che seguono il patrono nel suo peregrinare per le vie del "borgo" sembra assottigliarsi ogni anno di più. Però è sempre bello ritrovarsi in questo giorno solenne a rinnovare una tradizione plurisecolare che, ci auguriamo, si ripeterà per altri secoli perché questo significherebbe lunga vita per il nostro paese.

 

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Hista

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