Notizie e commenti 

Venerdì 11 Gennaio 2019

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                                       NOTIZIE 


      

RADIO RIBELLE, LA PASSIONE CHE VINCE LE AVVERSITA


     Il FATTO 

LA CALABRIA CIVILE "SFAMA E VESTE GLI IGNUDI" 
 
ARIDATECE MARINO

UN REGALO CHE NON CI ASPETTAVAMO

Una bellissima sorpresa

Quanno nascette ninno


 

  


   





 

             


                                        IL FATTO  

                  LA CALABRIA CIVILE "SFAMA E VESTE GLI IGNUDI"

Viviamo in tempi infami
dove il matrimonio delle anime
deve suggellare l'unione dei cuori;
in quest'ora di orribili tempeste
non è troppo aver coraggio in due
per vivere sotto tali vincitori.

  Prendo in prestito questi quattro versi di Paul Verlaine che mi sembrano efficaci per descrivere il nostro stato d'animo "sotto tali vincitori."  In un paese nel quale i miliardi di evasione fiscali si scrivono con numeri a tre cifre e nel quale governano partiti che hanno sottratto allo Stato 49 milioni di euro, si aizza la gente incolta, adeguatamente preparata mediante la continua dequalificazione della scuola pubblica, contro dei poveri miserabili che solcano il mare d'inverno sui barconi della morte nel tentativo, spesso vano, di sfuggire a una morte ancor più atroce o, comunque, alla miseria provocata dai civilissimi paesi occidentali che rubano ai poveri per arricchire i ricchi. Ma, per fortuna, mentre in questo dannato Paese c'è gente che vorrebbe ributtare a mare questa povera umanità, ci sono anche i calabresi che si gettano in mare per salvarli e si privano di quel poco che governi infami da 160 anni hanno lasciato a questo lembo di terra italiana per sfamarli e vestirli.  Evidentemente tre millenni di civiltà non sono trascorsi invano. 
   Un grazie di cuore e un saluto affettuoso agli amici di Melissa, un simbolo della Calabria.

               

                                  ARIDATECE MARINO 



     Il sindaco di Roma Virginia Raggi, curiosamente, oggi si sente e si dichiara sotto attacco e paventa una "regia occulta" per metterla in difficoltà sul problema di Roma sommersa dai rifiuti. Ovviamente, per il primo cittadino della Capitale la responsabilità di questo intollerabile disservizio non è del sindaco, ma dell'AMA, magari degli stessi cittadini, del destino cinico e baro etc. e noi le crediamo e gliene diamo atto. Peccato, però, che qualche anno fa, per lei e per il suo partito, la colpa esclusiva, per disservizi anche meno gravi, era solo del sindaco Marino, responsabile di tutti i mali, cacciato, fra l'altro dal suo stesso partito con una congiura che fece impallidire quelle delle idi di marzo.  Alcuni sostengono, non so con quanta ragione, che in politica, oltre alle responsabilità dirette, esiste quanto meno una responsabilità oggettiva, anche quando non vi sia colpa o dolo e della quale moralmente risponde chi, nel momento nel quale si verifica un disastro, ricopre una carica pubblica. I responsabili di questo disastro credo siano diversi per cui mi aspetterei le dimissioni dalle loro cariche politiche della Raggi, di Renzi, di Orfini e di Giachetti. 

                         UN REGALO CHE NON CI ASPETTAVAMO



  A quanto pare oggi la Befana ci ha portato in dono una nuova serie di trivellazioni lungo le coste pugliesi e lucane. Davvero strano il comportamento dei nostri governanti, compresi molti meridionali o di origini meridionali, che si ricordano della nostra terra solo quando c'è da rapinarne le risorse o impiantarci imprese fantasma per lucrare contibuti europei per poi lascùiarla nel degrado, nell'abbandono, priva di infrastrutture decenti, di scuole, di ospedali con l'odioso criterio della spesa storica. Amici, ve lo ricordate il referendum sulle trivellazioni? Vi ricordate l'ambiguo comportamento dei nostri politici calabresi e l'assenteismo inspiegabile dei nostri corregionali, ma anche di campani, lucani pugliesi? Bene, oggi ne raccogliamo i frutti. Allora a prorogare le trivellazioni per la ricerca del maleodorante, sporco petrolio era Renzi e il suo strampalato governo, oggi è un governo altrettanto strampalato e schizofrenico che, da un lato concede gli incentivi per l'acquisto di auto ecologiche e dall'altro autorizza nuove trivellazioni petrolifere.  

2 Gennaio 2019
                                  Una bellissima sorpresa

 

   E' stata veramente una bellissima, graditissima sorpresa quella fattami da un gruppo di giovanissimi, alcuni miei ex alunni, che ieri sera, intorno alle 23,30, sono venuti a casa mia a portami la strenna, la tradizionale serenata augurale di Capodanno.  Proprio ieri lamentavo il fatto che quest'anno non si era sentita una canzone natalizia, una strenna, non c'era stata nessuna iniziativa che ricordasse il Natale e il Capodanno, così, a smentirmi, eccomi servita la strenna.  
  Ovviamente si è trattato di una iniziativa estemporanea quanto lodevole di un gruppo di ragazzi che non può, evidentemente, colmare il vuoto che si è creato negli ultimi anni. 

 

                                      Quanno nascette ninno



Quann'io nascette ninno 'a cuorpo a mamma,
a Napule nascette muorto 'e famma.
E muorto 'e famma nun appena nato,
mammella mia dicette:"E' nato un'altro sventurato".

Ma senza renare,
'a nott''e Natale,
me fummo 'na pippa
e me vaco a cuccà
.
..

    Abbiamo archiviato anche questa notte di Natale 2018 col tradizionale cenone a base di pesce, il segno zodiacale che contraddistingue l'era astrologica nella quale viviamo e che diventa anche simbolo di Cristo che guida, appunto, l'umanità nell'era dei pesci. 
  Non poteva mancare la tradizionale visita alla focera del centro storico, sul sagrato della chiesa di Santa Maria delle Grazie e a quella del Convento nello spazio antistante la chiesa di Santa Maria del Soccorso. Per le strade l'unica compagnia era quella delle ombre, le uniche voci quelle del silenzio, case abbandonate da decenni, meste e neglette. Mentre le attraversavo mi sono tornati alla mente, chissà perchè,  questi tristi versi della Canzone di Razzullo, Quanno nascette ninno, nella magistrale interpretazione del grande Peppe Barra.
Buon Natale, amici

 

                           

  



                                   ULTIME NOTIZIE  

31/12/2018

                  RADIO RIBELLE, LA PASSIONE CHE VINCE LE AVVERSITA'



   Dopo  Malarazza, il musicol sul brigantaggio di qualche anno fa, ancora un'opera molto interessante del duo Franco Foglia - Domenico Marini, i due amici commediografi cerentinesi che, assieme a un collaudato gruppo di attori del luogo, riescono a mettere in scena lavori pregevoli, mai banali  e ricchi di messaggi che colpiscono e fanno riflettere. 
   Radio Ribelle, il nuovo musicol andato in scena nel teatro E. Marini di Cerenzia sabato 29 e domenica 30 dicembre, nasce dall'amore di Franco Foglia, ex animatore negli anni '80 di una delle prime radio libere che nascevano come funghi dopo la liberalizzazione delle frequenze, grazie all'entusiasmo e al desiderio di libertà  e di relazionarsi col mondo e con la società dei giovani del posto, ma anche in tutta l'Italia, per questo portentoso strumento che nei decenni ha saputo tenere testa validamente alla televisione, ma anche agli altri mezzi di comunicazioni, compreso internet.
    La trovata geniale è consistita nel coniugare brillantemente "la voglia di volare", di librarsi nel cielo, di mettersi in comunicazione con gli altri e al servizio degli altri che contagiava in quegli anni i giovani che facevano la radio, con il grave handicap di uno di questi ragazzi inchiodato su di una sedia a rotelle che, più degli altri, cerca di realizzarsi, di crearsi una ragione di vita, coltivando la passione smodata per l'invenzione di Marconi.  Così Marco, lavorando tenacemente per costruirsi una trasmittente, con l'aiuto di un gruppo di amici, riesce a mettere in onda una serie di trasmissioni di successo. Ognuno di loro, però, ha i suoi problemi, le sue frustrazioni, compreso lo stesso Marco che si vede rifiutare da una ragazza che si era innamorata di lui seguendolo su Radio Ribelle quando si trova davanti un disabile su di una sedia a rotelle. Sarà la passione per la radio, comunqnue, a guarirlo, a fargli recuperare l'uso delle gambe e a ritrovare l'amore della ragazza che, pentita del suo comportamento, torna da lui credendolo ancora paralitico e che rimane piacevolmente folgorata dal "miracolo" che ha fatto di Marco un ragazzo guarito nel fisico e nel morale. 
   La trama principale è solo un pretesto per intrecciarvi altre storie come quella dell'emigrazione di uno dei giovani, quella di Peppino Impastato, giovane comunista, fondatore di Radio Aut, giornalista impegnato contro la mafia che lo uccide in una notte di maggio del 1978, quella di Rino Gaetano, la questione femminile e altro ancora. Bellissima la parodia del Maurizio Costanzo Show nella quale un bravissimo imitatore di Castelsilano dà vita a personaggi come lo stesso Costanzo, Camilleri, Troisi, Benigni, Renato Zero e Lucio Dalla. Insomma uno spaccato assai interessante degli anni '80. Bravissimi tutti gli attori, da Michele De Paola che veste i panni di Marco a tutti gli altri, ragazzi e ragazze dei quali Cerenzia può andare fiera. Impeccabile come sempre la regia e la cura meticolosa nella scelta dei brani musicali. Un grazie di cuore a Franco, a Domenico e a questi bavi ragazzi che ci hanno regalato un altro piccolo, grande capolavoro e un augurio di buon lavoro e di felice anno nuovo a tutti loro. 

 

 

 

 

                  

 

 

 

 

 

 

 

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