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Domenica 17 Febbraio 2019

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                 NOTIZIE 

 E' MORTA MARIA GIGLIOTTI VED. SPERLI'


 ADDIO A PEPPINO GUZZO

ADDIO A MARCO LACARIA (MARCUZZU)

     Il FATTO 
          

AUGURI A TUTTI I GATTI  E CHIEDIAMO PERDONO

Montalbano batte Sanremo

 VOTO IN ABRUZZO. LEGA E M5S AL 461,1 DEL 53% DEI VOTANTI;   LA  PALLA A ZINGARETTI          

                                        IL FATTO  

                                           

        AUGURI A TUTTI I GATTI  E PERDONATECI

    Oggi leggendo la notizia della celebrazione della Festa nazionale del gatto mi ero un po' meravigliato e pensavo con tristezza al fatto che ci si ricordava dei gatti, ma non della morte sul rogo di Giordano Bruno, uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi, ma poi, pensandoci bene credo di avere trovato il nesso tra i due eventi. In fondo sia il domenicano campano, sia i piccoli felini furono odiati dalla chiesa; il primo per le sue idee, i secondi perché considerati dai cattolici esseri demoniaci al servizio delle streghe per cui migliaia di poveri, innocenti animali finirono sul rogo come Bruno, come Savonarola, come Giovanna d'Arco, come Fra Dolcino, come Guglielmo Geremia e altre migliaia di persone. 

 

      Da sabato notte, dalla proclamazione del vincitore di Sanremo, nei vari programmi televisivi, sui giornali, nei social è tutto un fiorire di polemiche sulla mancata vittoria di Ultimo che il televoto, questo perfettissimo e soprattutto genuino strumento di votazione aveva decretato come primo e che invece è risultato solo secondo, sul risultato rovesciato dalle giurie della giuria d'onore e di quella della sala stampa perché in Italia le regole vanno bene finché favoriscono le nostre aspettative, ma se favoriscono quelle degli altri non vanno più bene. Nulla di nuovo sotto il sole; queste cose a Sanremo sono sempre successe per cui, se fosse per me, chiuderei una volta per tutte questa vetrina della canzone italiana, come la chiamano facendo probabilmente torto a tanti grandi autori e interpreti che nella città dei fiori non hanno mai messo piede in vita loro (almeno sul palcoscenico del festival), ma che hanno dato vita a capolavori conosciuti in tutto il pianeta. Non è di questo, però,  che voglio parlare, ma in qualità di utente che paga il canone RAI, del rapporto costi - benefici, dal momento che per la televisione pubblica Sanremo è anche questo, alla luce dell'ottima performance di due programmi che hanno seguito a ruota "la grande festa nazionale": L'altro capo del filo, lo sceneggiato sulle avventure del commissario Montalbano e il film  "Io sono Mia" sulla vita della cantante calabrese vistò da 7.727.000 spettatori , il 31% di quelli che in quel momento si trovavano davanti uno schermo televisivo.  Montalbano ha addirittura battuto il festival tenendo incollati al video 11.108.000 spettatori (il 44,9%). A questo punto vale la pena organizzare ogni anno Sanremo? Il gioco vale ancora la candela?  Quanto costa e quanto rende una serata del festival e quanto costa e quanto rende una puntata di Montalbano? E vogliamo mettere la qualità dello spettacolo festivaliero con quella dell'opera del Maestro Camilleri?

 

    VOTO IN ABRUZZO. LEGA E M5S AL 461,1 DEL 53% DEI VOTANTI;   LA  PALLA A ZINGARETTI

                     

   

    Premesso che non sono un politologo, ma solo uno che in passato ha fatto un po' di politica quando la politica era ancora una cosa seria, mi avventuro in una piccola analisi del voto in Abruzzo, anche per confrontarmi, eventualmente, con qualche mio amico del quale mi piacerebbe conoscere il parere. 
    Il dato più importante del quale bisogna tenere conto è la percentuale degli astenuti che tocca il 46, 9 il che significa che ogni 100 elettori ben 47 di loro non si sono recati alle urne, una cosa inimmaginabile fino a una quindicina di anni fa, soprattutto nelle elezioni amministrative nelle quali il cittadino è coinvolto più da vicino. Tenere bene a mente questo dato se si vuole capire la situazione.
  
  Il momento nel quale si è votato domenica scorsa è sicuramente, o almeno dovrebbe essere, quello clou della luna di miele degli italiani con il cosiddetto governo del cambiamento, quello che ha spezzato le reni agli immigrati, ha ripulito le strade dai cartoni e dalle coperte dei barboni, ha approvato il reddito di cittadinanza etc. per cui, a lume di logica, i partiti che lo compongono dovrebbero aver fatto il pieno di voti. Ora, a parte le innumerevoli liste civiche che nascono a sostegno dei partiti dei quali sono in definitiva  delle emanazioni e che sono presenti più o meno in parti uguali nei due schieramenti, a parte i Cinque stelle che correvano da soli, la Lega, primo partito (in una regione meridionale) ha raccolto il 27,5%, Forza Italia il 9%, Fratelli d'Italia il 6,5, il PD l'11,1, Leu il 2,8 e i Cinque stelle, che perdono 24 mila voti rispetto alle precedenti amministrative e ben 186 mila rispetto alle politiche del marzo scorso,  il 18,6. 
    Ne deduco che ne periodo di "Luna di miele", il periodo nel quale avrebbero dovuto toccare il massimo, salvo fatti nuovi che potrebbero smentirci, la Lega tocca il 27,5% del 53% dei votanti e il M5S il 18,6% sempre del 53% dei votanti; dall'atra parte c'è un 47% di elettori, a parte l'astensionismo fisiologico presente in ogni competizione, che non si sente rappresentato dai partiti di governo e non ha ritenuto di poterli votare. Nel contempo PD e Leu, pur non brillando, non si sono comunque estinti, anzi, per certi versi si potrebbe dire che hanno tenuto, ma non sono riusciti a mettere le mani su quel 47% di astenuti, un tesoretto al quale potrebbero attingere se solo si decidessero a dire e a fare qualcosa di sinistra (il PD prigioniero del renzismo e dei Calenda) e Leu della spocchia e delle inutili, stupide divisioni tra sigle e capetti. Una eventuale vittoria alle primarie di Zingaretti, come quella di Landini al congresso della CGIL potrebbero risultare utili alla causa della sinistra e all'interesse dei lavoratori calpestato negli ultimi anni e a quello del Paese a patto che Zingaretti voglia davvero riportare il PD a sinistra. Se ciò accadesse per la sinistra, almeno così a me pare dica il voto in Abruzzo, si aprirebbero immense praterie. 

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14/02/2019

            E' MORTA MARIA GIGLIOTTI VED. SPERLI'

   Si è spenta ieri sera Maria Gigliotti vedova Sperlì. Donna gentile e riservata, aveva sposato il professor Francesco Sperl', sindaco di caccuri dal 1952 al 1970, insegnante, poi direttore scolastico e ispettore centrale del Ministero della PI. I funerali saranno celebrati domani pomeriggio, alle ore 15,  nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. In questo momento di grande dolore porgo alla figlia Teresa, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. 

                              ADDIO A PEPPINO GUZZO



   Si è spento ieri, all'età di 80 anni, l'amico e compagno Giuseppe Guzzo. Falegname ed ebanista provetto, Peppino, negli anni '60, aveva vissuto anche il dramma dell'emigrazione a Torino dove lavorò in una fabbrica automobilistica prima di rientrare definitivamente a Caccuri. Nel capoluogo piemontese partecipò alla vita politica e sindacale e alle lotte nella fabbrica facendo tesoro di questa esperienza che volle trasmettere a noi giovani dirigenti caccuresi. Lo ricordo nelle assemblee prendere la parola, assieme al suocero, il compianto Battista Lacaria, con quel suo eloquio pacato e tranquillo, ma nel contempo determinato, per darci suggerimenti, consigli, per prospettarci i bisogni e le esigenze della popolazione, i lavori urgenti che come amministrazione comunale avremmo dovuto realizzare. Quando iniziavamo il caseggiato durante le campagne elettorali o il tesseramento partivamo sempre da casa sua e da quella del fratello Vincenzo. Poi mi feci  fabbricare da lui gli infissi della mia casa, bellissimi come solo lui sapeva farli e che oggi sono qui a ricordarmi ogni mattina questa bellissima persona, questo compagno garbato e coerente. Addio, Peppino e che la terra ti sia lieve. 

                       ADDIO A MARCO LACARIA (MARCUZZU)



   Se n'è andato, all'età di 76 anni, anche Marco Lacaria, Marcuzzu per gli amici, un uomo buono, leale, discreto col quale ho condiviso molte giornate della mia vita, battaglie, vittorie e sconfitte, ma sempre serenamente come sereno e sincero era il carattere di questo nostro compagno. Lo rivedo ancora a Calusia, sempre presente alle assemblee sindacali nel cantiere, agli scioperi, alla testa dei cortei, nella Sezione del Partito, sempre tra i primi e ai primi posti, taciturno non amando egli gli schiamazzi, i toni forti, le contrapposizioni e le polemiche, ma attento al dibattito e al dialogo e quel suo aggettivo "bestiale" che usava spesso per sottolineare la bellezza, la grandezza l'imponenza di una manifestazione, un diritto conquistato sul cantiere, il successo di una rivendicazione, insomma un qualcosa di positivo, mai di negativo o di oltraggioso o sopra le righe. Da quest'uomo umile e coerente ho imparato davvero molto. In questo momento di grande dolore sono vicino alla famiglia, ai parenti, all'amico fraterno Totò ai quali voglio far giungere le mie più sentite condoglianze. 

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