Notizie e commenti 
Domenica 15 luglio 2018

Per l'archivio degli anni precedenti clicca sul globo 
 
Scrivi al sito          

                                                                
                           

                                       NOTIZIE 
      

E' morto Giuseppe Rao
          
E' morto Rocco Pasculli

Libri a grappoli nella Giornata della conoscenza

 Personaggi ed eventi di Calabria al Vurdoj   
 

 Il CalabrOne e l'UPMED al Vurdoj per promuovere la cultura

     Il FATTO    
         

Monnezza sui social e  pulizie estive

Auguri, segretario

Aumentare le aree coltivate a granturco

  "Arrangiatevi", il dissolvimento dell'esercito italiano

Boeri, Salvini e La Palisse

Il cane che non si morde la coda 

Cultura, amcizia, calore umano alla cena dell'UPMED

L'ultima catastrofe        
L'ultima fatica artistica di Vincenzo Parrotta

Un prezioso strumento per i lingusti calabresi

Una fiaba di Grazia Fasanella alla Kid's Fest

I

  


   





 

             


                                        IL FATTO  

 

                        Monnezza sui social e  pulizie estive 


     Oggi ho trascurato la mia campagna e sono rimasto a casa per dedicarmi alle grandi pulizie. Prima ho ripulito il pc dai file spazzatura che si accumulano periodicamente nell'hard disky, quindi mi sono concentrato su un'altra spazzatura diciamo più schifosa e nauseante: quella dei contati su facebook fra i quali si annida spesso la feccia razzista e fascitoide travestita da gente perbene, molto spesso da meridionalisti. Così mi sono liberato di un bel po' di monnezza.  A convincermi dell'improcrastinabilità di un'operazione più volte rinviata è stato questo post su Gianni Cuperlo, una canagliata che mi dicono risale al 2013 ma che periodicamente qualche idiota rimette in circolazione come in occasione della nomina del politico triestino nella nuova direzione del PD.. 
   Stando all'autore di questa canagliata il dirigente del PD, attualmente in cassa integrazione a zero ore,  sarebbe proprietario, oltre che di 5 ville in Costa Smeralda, di bel 7 villaggi turistici, un
potenziale di ricettività turistica da far impallidire la Valtur, la Veratour e tutte le multinazionali del settore messe insieme, per non parlare di D'Alema con la sua misera barchetta. Un patrimonio che sarebbe stato accumulato facendo politica, secondo il peracottaro,  pur senza avere mai amministrato un comune, una regione,  un comune, senza aver fatto il ministro, il sottosegretario, ma solo "la Cassandra" del suo partito.  Ad aggravare, se possibile, l'effetto calunnioso di post simili è la qualifica di meridionalisti o, perlomeno quella con la quale si spacciano certi individui che si piccano pure di fare ricerca e divulgazione. Se il rigore col quale fanno ricerca è lo stesso con quale fanno i post non oso immaginare il danno che possono provocare. 
  La politica non è esercizio per educande, almeno certa politica, e la rivoluzione non è un pranzo di gala, diceva Mao, ma a tutto c'è un limite; un conto è la polemica politica anche aspra, la critica feroce di un provvedimento, la battaglia campale contro il progetto politico dell'avversario, un altro è la calunnia spudorata, la menzogna gratuita, la demonizzazione dell'avversario basata su un falso così evidente che solo un cretino all'ennesima potenza, con le stesse facoltà mentali del calunniatore può prendere per buono, soprattutto se il bersaglio è un uomo onesto, garbato, equilibrato, pacato come Gianni Cuperlo. Buon lavoro Gianni e speriamo di far tornare questo maledetto paese nel consesso delle nazioni civili strappandolo all'ignoranza e alla barbarie. 

                                       Auguri, segretario          

   Esilaranti le reazioni che forse vorrebbero risultare drammatiche, allarmanti, profetiche, di alcuni esponenti del Partito Democratico alla nascita della segreteria di Maurizio Martina che dovrebbe traghettare la formazione politica al congresso dopo la disastrosa gestione renziana che ha più che dimezzato voti, iscritti e risorse umane e finanziarie. Si va dalla decisione di Emiliano, già renziano, poi dissidente, poi capo di una corrente di opposizione, di chiedere a Francesco Boccia di non accettare la nomina in segreteria, pur promettendo lealtà (eterna la definisce Calenda) a Martina, all'harakiri dello stesso Calenda, che dopo aver chiesto lo scioglimento del PD e la creazione di un altro partito, lancia la candidatura di Gentiloni, quello delle otto fiducie su quel capolavoro del rosatellum per rilanciare il PD, al Bonaccini che chiede di azzerare tutto e di andare immediatamente al congresso.
     Quando parlano di congresso i politici del PD intendono uno "strano animale" che con i congressi di partito non ha assolutamente niente da spartire.  Quando si celebravano i congressi veri si partiva da assemblee, dibattiti, dalle mozioni nazionali e dalla eventuale presentazione di mozioni locali già nelle sezioni dove si eleggevano, col solo voto degli iscritti, i dirigenti e i delegati al congresso provinciale, dove si ripetevano analoghe procedure e così via fino a quello nazionale. La linea politica che nasceva dal congresso era il frutto di un lungo dibattito nei luoghi fisici che coinvolgeva l’intero corpo del partito, dal segretario nazionale uscente all’ultimo dei militanti e non il frutto delle elucubrazioni di un presunto leader o di cene con personaggi più o meno importanti ed influenti o patti scellerati.  Erano dibattiti serrati, calorosi, a volte perfino drammatici, ma quando si arrivava alla conclusione le decisioni erano accettate da tutti proprio perché vagliate da tutti r prese alla luce del sole. La direzione nazionale, il comitato centrale, come si chiamava allora, i segretari delle sezioni, delle federazioni del regionale venivano eletti dai soli iscritti al partito, senza possibilità di inquinamenti.  Oggi quando parlano congresso in realtà si riferiscono a quel meccanismo stupido, suicida di eleggere il segretario nazionale con le primarie aperte nelle quali chiunque si trovi a passare davanti a un seggio con due euro in tasca “si prende la briga e di certo il gusto” di eleggerti il segretario del tuo partito azzerando il tuo voto. Un meccanismo idiota che non esiste in nessun partito di nessun paese del mondo.  Ecco la dannata fretta di chi vorrebbe il “congresso” subito. Non sia mai questi cambiano le regole, fanno un tesseramento vero, consistente e poi fanno votare solo gli iscritti fregando i furbetti delle falsarie aperte.
A giudicare dalle reazioni pare che Martina si partito davvero bene. Auguri, segretario, per il bene del tuo partito, della sinistra da ricostruire e di questo martoriato paese finito nelle mani di fascisti e populisti.

 

                         Aumentare le aree coltivate a granturco

    Pare che finalmente qualcosa si muova nel PD e che qualcuno torni a fare politica. Mi sarebbe piaciuto che oltre all'ottimo Gianni Cuperlo si fossero levate altre voci di ex comunisti ed ex democratici di sinistra contro lo scempio del partito e della politica di questi ultimi anni perpetrato da Renzi e dai suoi sodali e soprattutto che si fossero fatte sentire nell'Assemblea nazionale, alla presenza dell'ex segretario, però ci accontentiamo anche di queste tardive reazioni di Franceschini e del sindaco di Milano, Sala, pesanti come macigni, anche in considerazione del ruolo che l'ex ministro dei beni culturali ha avuto e ha ancora nel partito e per quello del sindaco della seconda città italiana, uno dei pochi "sopravvissuti" alla catastrofe delle amministrative. Non sia mai il loro esempio potesse magari essere seguito dai Fassino, dai Veltroni o da altri ex comunisti fulminati sulla via di Rignano. 
  Tornando alle dichiarazioni di Franceschini personalmente le ritengo di un'ovvietà sconcertante. Niente di rivoluzionario nelle sue parole permeate di buonsenso, considerazioni che ogni politico, anche il più scalzacane, avrebbe dovuto a suo tempo fare e assumere le decisioni politiche conseguenti. Dirigenti che pretendono di guidare un partito che aspirava a diventare maggioranza, che si candidava a guidare il Paese non potevano non capire che la decisione di chiudere qualsiasi dialogo con il M5Stelle, che fra l'altro aveva raccolto il consenso di metà ex elettori del PD, avrebbe consegnato già bello e incaprettato questo partito alla Lega e compromesso defininitivamente ogni possibilità di riportare gli ex elettori PD nel partito.  Si dice che "a pensar male si fa peccato, ma ci  si azzecca quasi sempre": bene, io penso che Renzi lo avesse capito benissimo, al contrario di questi dirigenti che avrebbero dovuto zittirlo e metterlo alla porta la stessa sera che
da Fazio fece saltare il banco, che invece si zittirono loro e che oggi arrivano fuori tempo massimo. Nella migliore delle ipotesi dovranno rassegnarsi a mangiare popcorn per almeno cinque anni, nella peggiore mi sa che bisognerà aumentare di molto le aree coltivate a granturco. 

 

"ARRANGIATEVI", IL DISSOLVIMENTO DELL'ESERCITO ITALIANO

    Nei giorni scorsi ho finito di leggere le interessantissime memorie di un reduce calabrese della seconda guerra mondiale, il luzzese Agostino Garritano che, dopo il dissolvimento dell'esercito italiano tra il 9 e l'11 settembre del 1943, rimasto senza ordini come tutti i soldati, gli ufficiali e i sotto ufficiali dell'esercito italiano, gettata la divisa alle ortiche e trovati alcuni stracci di fortuna con i quali vestirsi, parte da Padova dov'era di stanza e, dopo un viaggio avventuroso, giocando spesso a rimpiattino con i tedeschi che avrebbero potuto catturarlo e deportarlo in Germania come capitò a tanti suoi sfortunati compagni, tra mille pericoli e mille difficoltà, camminando quasi sempre a piedi, riesce a tornare al suo paese dove, cinque giorni dopo, lo raggiunge il fratello, anche lui sbandato e anche lui protagonista di un viaggio simile. 
   Il volume, stampato da Pubblisfera, è curato da Flaviano Garritano che me ne ha fatto gentilmente omaggio e da Camillo D'Orrico con la prefazione di Salvatore Corchiola e
una presentazione di Claudio Cortese e di Vincenzo Garofalo, presidente della Pro Loco di Zuzzi.  
  Il racconto di Agostino Garritano, avvincente ed emozionante, è quello di decine di migliaia di soldati italiani che, dopo la firma dell'armistizio, lasciati senza ordini, senza disposizioni per fronteggiare una prevedibile re
azione tedesca, senza viveri, persino senza armi, in Italia, in Grecia, in Albania si ritrvano immediatamente circondati dagli ex alleati diventati di colpo nemici, disarmati, fatti prigionieri e deportati in Germania. Molti, fortunatamente, fanno tesoro del consiglio di qualche loro avveduto comandante che ha capito l'antifona con qualche ora di anticipo "Arrangiatevi", che è anche il titolo del libro, e, gettata la divisa in un fosso, prendono la via di casa. Molti riescono a raggiungerla, altri verranno ripresi, come mio padre dopo aver percorso a piedi il tragitto Caserta- Castrovillari, altri ancora finiranno catturati, fucilati o deportati dai feroci tedeschi. 
   Nel ringraziare l'amico Flaviano per questo prezioso omaggio, mi sento di consigliare a tutti la lettura di questo racconto che, con semplicità, senza alcun fine politico, senza neppure accennarvi, mette in risalto l'insipienza, la codardia, la fellonia di una dinastia e di una casta militare sabauda che anche in questa occasione, sulla pelle di tanti poveri giovani, continuano a provocare lutti, dolore e sangue e a coprire di vergogna se stesse come a Custoza, come a Lissa. come a Caporetto, come in Grecia, in Russia, in Africa orientale. 


                           
Boeri, Salvini e La Palisse

   Nei giorni scorsi, in occasione della Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell'INPS Tito Boeri, che è persona seria e manager capace, anche se qualche sua idea può non piacere ( me qualcuna non piace), fa una dichiarazione lapalissiana: "La presenza degli immigrati è sovrastimata" e, comunque, "senza nuovi ingressi il sistema non regge e allo stato gli squilibri non sono diversamente sanabili."  "I numeri non si possono intimidire", aggiunge l'economista, una cosa che dovrebbe tagliare la testa al toro. Ciò è bastato per far arrabbiare Salvini che lo accusa di "fare politica (sic)" A parte il fatto che qualsiasi cittadino italiano, ha il diritto costituzionale di fare politica, è evidente che l'abilissimo politicante Salvini  non ha la più pallida idea del significato di politica. Va bene che non è un filosofo e magari non avrà mai sentito parlare della Grecia e della Magna Graecia, ma qualcuno dovrebbe spiegargli che tutto l'agire umano è politica, dalla scelta di un detersivo o un deodorante o un capo di abbigliamento, alla scelta di un'impresa di puntare sulla qualità piuttosto che sul prezzo, all'alternativa tra una scuola tecnicistica o una umanistica e così via.  Ma mi rendo conto che questi sono discorsi molto complicati per un leghista. In ogni caso è sempre molto difficile smentire Monsieur de La Palisse. 

                                         Il cane che non si trova la coda

   Non è la prima volta che istituti qualificati, pubblicazioni specializzate, addetti ai lavori certificano che l'Università della Calabria è ai primissimi posti tra le università italiane per strutture, accoglienza e qualità della didattica, ma, nonostante questi giudizi lusinghieri, questi riconoscimenti, molto si è fatto e molto si continua a fare per renderle la vita difficile: dal proliferare di altre università nella stessa regione come già si fece a suo tempo per gli aeroporti, il che, probabilmente, contribuisce a polverizzare le poche risorse finanziarie disponibili, alla riduzione costante dei finanziamenti, anche se questo riguarda un po' tutte le università italiane. Ma la cosa che più rattrista è l'emigrazione di migliaia di studenti calabresi che all'Unical preferiscono altre università del centro nord e poi, conseguita la laurea, si lamentano del fatto che in Calabria non si trova lavoro e che devono emigrare una seconda volta dopo essere emigrati per studiare, pur non essendocene bisogno. Per creare occasioni di lavoro bisognerebbe in primis far sì che la regione non si spopoli e perché non si spopoli bisogna viverci, studiarci, curarsi nella nostra terra, fare la spesa nei nostri negozi, tagliarsi i capelli dai nostri barbieri, bere il caffè nei nostri bar, insomma dare lavoro a chi ci lavora per creare nuovo lavoro. E' il cane che si morde la coda, ma che da noi non riesce mai a trovarla. 



            Cultura, amicizia, calore umano alla cena dell'UPMED

30 giugno 2018



   E' stata una bellissima serata quella di ieri per la cena di chiusura dell'anno accademico dell'Università Popolare del Mediterraneo, una cena al lido Garden di Crotone, sulle rive dello Jonio, By the Ionian Sea, come avrebbe detto Geoge Gissing, uno scrittore intellettuale che il Mediterraneo e la Magna Graecia li conosceva benissimo attraverso lo studio approfondito dei testi classici di Orazio, di Virgilio, di Marziale, di Properzio, di Casisodoro e la cui conoscenza approfondì nel corso del suo viaggio nella nostra Calabria sul finire del XIX secolo a Taranto, a Crotone, a Catanzaro che descrisse nel suo celebre libro. E' straordinario l'interesse che i grandi intellettuali europei mostravano per la nostra terra un tempo culla della cultura e del pensiero europeo e mondiale e oggi in degrado e a rischio di spopolamento, una terra che amavano e che desideravano visitare anche a prezzo di pericoli e sacrifici enormi per ritrovare il fascino e la cultura della Magna Graecia.
  Ma ritornando alla cena mi preme dire che si è trattato di un'occasione meravigliosa per ritrovarci insieme, per conversare di cultura, di arte, di bellezza per gustare il nostro eccellente cibo mediterraneo e oper stare insieme in amicizia perché l'Università popolare del Mediterraneo non è solo istruzione, formazione permanente, arte, cultura, bellezza, ma anche solidarietà, amicizia, calore umano. Tutto questo e altro ancora. Un grazie di cuore al presidente Maurizio Mesoraca, al rettore Vittorio Emanuele Esposito e a tutti gli amici di questa meravigliosa associazione. 

 

                                                      L'ultima catastrofe

Dopo Torino, Roma, Genova, Livorno, la Liguria, il Friuli, Crotone, oggi è la volta di Siena, Massa, Pisa, Imola. Fortezze un tempo inespugnabili oggi cadono come se fossero di ricotta; quelle che erano zone rosso sangue oggi diventano più nere della pece. La sinistra, o meglio quella che da anni si tenta di spacciare per sinistra è cancellata dalla carta geografica della penisola italiana. Mai in Italia nessuno ha mai perso come questo gruppo dirigente del PD, né mai nessuno si è dimostrato più arrogante, più sensibile, più tenacemente attaccato alla poltrona, senza un briciolo di dignità. Solo chi ha un disegno preciso, spietato e lucido, una sporca missione da portare a termine, un pilota si un aereo che ha deciso di suicidarsi trascinandosi dietro l’equipaggio e i passeggeri può comportarsi così.  Dopo l’ultima catastrofe dei ballottaggi di ieri cosa aspettano Renzi e i renziani a sparire dalla scena politica senza mai più rimetterci piede e che aspettano l’opposizione interne, gli iscritti i militanti, a in sorgere e a cacciarli via in malo modo, che tornino i dinosauri? Che un meteorite gigante colpisca la terra? Una nuova era glaciale? Capisco che il numero dei militanti, degli iscritti, degli esponenti dell’opposizione è nettamente inferiore a quello dei dirigenti renziani per cui temono, giustamente di essere accerchiati e sopraffatti, ma è meglio morire combattendo che vivere in queste pietose condizioni. Ora o mai più,  non ci sono alternative e il tempo è scaduto da cinque anni.

                                         L'ultima fatica artistica di Vincenzo Parrotta

    Oggi voglio presentarvi l'ultimo lavoro di Vincenzo Parrotta, artista autodidatta, umile, sicuramente un bravo "artigiano del pennello" che continua a dipingere incurante delle mode, seguendo l'estro e la fantasia. In questi ultimi mesi dedica la sua attenzione a panorami e scorci caccuresi che trasfigura e illumina con mescole particolari di colori che ricorda vagamente l'impressionismo. Comunque, senza addentrarmi nella critica artistica che non è certo il mio mestiere, mi limito ad ammirarne la bellezza, una bellezza della quale ognuno può godere con una visita alla bottega di Vincenzo all'incrocio tra via Misericordia e via Portapiccola. 

                   Un prezioso strumento per i linguisti calabresi

  Per gli amanti delle nostre stupende lingue locali calabresi segnalo questo pregevole volumetto del prof. Michele De Luca allegato all'ultimo numero de La Radice, periodico dell'omonima associazione culturale badolatese che annovera tra i suoi fondatori e dirigenti il carissimo amico prof. Vincenzo Squillacioti e della quale mi onoro di essere socio. 
  
Questa grammatica e sintassi del glottologo di origini calabresi si rivela un preziosissimo strumento per imparare a scrivere i dialetti calabresi, cosa che facciamo poco e, spesso, male, affinché questo incommensurabile patrimonio attraverso il quale, come e forse più delle lingue "nobili" nel corso dei secoli sono state veicolate notizie storiche, geografiche, tradizioni, folklore, canti del popolo, ovvero le colonne sonore della vita dei calabresi, aspetti importanti della società contadina, tecniche colturali, di conservazione degli alimenti e tanto altro ancora. Un grazie di cuore agli amici di La Radice che si sono resi promotori di un'operazione culturale davvero di notevole livello. 

                               
     
                         Una fiaba di Grazia Fasanella alla Kid's Fest 

  La Kid's Fest di domenica scorsa nel centro storico di Caccuri, è stata l'occasione per assistere alla rappresentazione di una interessante fiaba di Grazia Fasanella, un'autrice cosentina, che oltre a scrivere, interpreta e dirige i suoi lavori. In quest'occasione si è avvalsa della collaborazione di un gruppo di anziani di un centro sociale che si sono calati nei panni di alcuni maghi con la maestria di attotri consumati. Di seguito un breve video dell'avvenimento



                                   ULTIME NOTIZIE  


14/072018

E' morto Giuseppe Rao

   Si è spento questa mattina a Crotone, all'età di 79 Giuseppe Rao. Peppino era un brav'uomo, una persona gioviale, incline alla battuta, sempre gentile ed educato. Grande lavoratore, era sempre impegnato a fare qualcosa. Negli ultimi anni lo trovavo spesso nel viale del Convento, di fronte l'INA casa sul muro della provinciale e ci capitava di scherzare e scambiare qualche frase. Conoscendolo da sempre non mi è mai capitato di vederlo arrabbiato o di cattivo umore, ma sempre col suo eterno sorriso stampato sul volto. Giungano a Maria, a Luisa, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Ciao, Peppino, e grazie per i gesti affettuosi che mi riservavi. 

13/072018

E' morto Rocco Pasculli

  Si è spento ieri a Roma, all'età di 90 anni, Rocco Pasculli. Falegname provetto, Rocco era anche uno dei migliori carpentieri specializzati dell'intera regione. A lui ricorrevano le varie imprese edili quando c'erano da montare ponteggi o impalcature di particolare difficoltà. Era anche un caro amico e un compagno di tante battaglie politiche e sindacali. I funerali saranno celebrati domani pomeriggio, alle ore 16, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. In questi momenti di dolore voglio far giungre ai figli Antonio e Pino, alle figlie, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. 

 

25/06/2018

                               Libri a grappoli nella Giornata della conoscenza

   

    Pioggia di liberi ieri pomeriggio presso la Grancia del Vurdoj in occasione della Giornata della conoscenza promossa dalla PubliGrafic in occasione del decennale de Il Calabrone, periodico culturale edito dalla stessa editrice di Gianni De Simone.
  La Giornata si è aperta con la presentazione di “12 Personaggi ed eventi di Calabria”, il secondo quaderno di una serie di pubblicazioni dell’Università popolare che hanno lo scopo di far conoscere personaggi del Crotonese e della Calabria, poco noti tra i nostri giovani, ma che hanno avuto un ruolo di rilievo nazionale, europeo e alcuni, come l’astronomo Luigi Lilio di Cirò, il padre del calendario gregoriano attualmente in uso in tutto il pianeta, addirittura mondiale.  Stesso discorso per alcuni eventi fondamentali per la Calabria e per il resto della penisola come le lotte contadine nel 600, la spedizione di Garibaldi e la questione silana, la realizzazione dei laghi silani e l’industrializzazione di Crotone e del Crotonese che nei primi decenni del secolo scorso fecero sperare nel decollo economico e sociale della nostra terra o il processo migratorio che in un secolo e mezzo ha spopolato la Calabria e il Mezzogiorno, ma che ha inciso, per certi aspetti, anche positivamente come ha spiegato l’autore di questo capitolo, Pino Condello. Relatori per questa opera frutto del lavoro di 12 scrittori e ricercatori della zona, oltre allo stesso Condello, Maurizio Mesoraca, presidente dell’Upmed e autore di una biografia di Francesco Galasso, intellettuale e antifascista cutrese, il rettore Vittorio Emanuele Esposito, che ha ricostruito la vita e l’opera del filosofo e scrittore Biagio Miraglia di Strongoli, patriota e importante autore della letteratura calabrese e lo scrivente autore del capitolo Cenni sulla costruzione dei laghi silani e sull’industrializzazione del Crotonese.
   E’ stata poi la volta del prof. Ing. Tommaso Corda che ha presentato tre sue opere, la prima un libro dal titolo Il popolo protagonista a Isola di capo Rizzuto che racconta di una rivolta delle donne, un libro autobiografico, Autostop per Milano e ritorno con laurea e il saggio Storia revolution che racconta le vicende calabresi da prima dell’ Unità d’Italia alla base Nato. Ma non è finita qui perché subito dopo Loredana Turco e Silvana Franco, due giovani scrittrici di Catanzaro hanno presentato un interessante volume edito sempre da PubliGraf dal titolo Legendabria, leggende di Calabria. La giornata è poi proseguita con altre presentazioni e con un intermezzo musicale della giovane cantautrice, pittrice e poetessa cutrese di origini siciliane, vincitrice del Premio della Critica al Concorso Mia Martini di Bagnara, ed. 2013. Per l’occasione ha eseguito il pezzo Vula, vula che si aggiudicò l’ambito premio, composto e musicato da lei stessa. Un talento vero, un’altra eccellenza di questa nostra terra. Complimenti a Gianni De Simone e ai suoi collaboratori per questo eccezionale evento e complimenti anche ai proprietari della Grancia per l’eccellente accoglienza e per l’inappuntabile servizio.
         
Giuseppe Marino
  

23/06/2018

                                Personaggi ed eventi di Calabria al Vurdoj



  Tutto pronto per la presentazione del secondo quaderno dell'Upmed (Università popolare del Mediterraneo) su "12 personaggi ed eventi di Calabria", domani pomeriggio, nella suggestiva cornice della Grancia del Vurdoj, nell'ambito della Giornata della conoscenza promossa dall'editrice PubliGrafic per celebrare il decennale del periodico il Calabrone. 
    Relatori per questa seconda presentazione dopo la prima nell'aula consiliare del Comune di Crotone, il presidente dell'Upmed, prof. Maurizio Mesoraca, il rettore prof. Vittorio Emanuele Esposito e l'autore di queste note, coautori, assieme ad altri nove ricercatori e scrittori calabresi del volume. che riscostruisce, fra l'altro, la vita e l'opera del papa santo Zaccaria, dell'astronomo Luigi Lilio, autore del calendario gregoriano, del filosofo Biagio Miraglia, del medico e filosofo Diodato Borrelli, del marchese Armando Lucifero, e dell'esule antifascista cutrese Francesco Galasso. Altre pagine sono dedicate alle Forme di lotta contadina nel Seicento a cura di Andrea Pesavento, alle vicende di Garibalde e la questione silana, e alla realizzazione dei laghi silani e all'industrializzazione dei Crotone e del Crotonese nei primi decenni del XX secolo. 

16/06/2018

                Il CalabrOne e l'UPMED al Vurdoj per promuovere la cultura
                 La Giornata della Conoscenza nel decennale del periodico

   Domenica 24 giugno, presso la Grancia del Vurdoj, in occasione del decennale della pubblicazione del primo numero del CalabrOne, l'editore Gianni De Simone, titolare della PubliGrfaic, organizza  "Una giornata dedicata alla conoscenza per la promozione e valorizzazione del territorio calabrese attraverso le attività culturali." Nell'occasione sarà presentato il 2° Quaderno dell'UPMED  su "12 Personaggi  ed eventi di Calabria" edito dalla stessa PubliGrafic. Seguirà poi un interessante dibattito sulla valorizzazione dei personaggi illustri e dei siti storico - archeologici diffusi sul nostro territoriuo. Sono previsti anche intermezzi musicali ed esposizioni dii opere d'arte. 
   Il decennale del CalabrOne coincide con quello dell'Università Popolare del Mediterraneo, due formidabili strumenti, il periodico di Gianni De Simone e l'associazione culturale di Maurizio Mesoraca, di promozione della nostra cultura, dei nostri valori e delle nostre risorse umane, architettoniche, monumentali, paesaggistiche,
demo - etno - antropologiche. 

                                                         La pagina è aperta ai contributi dei visitatori -  Contribuite a crearla giorno per giorno. 
                                                           Per inviare il vostro contributo cliccate sulla busta
    

                                                                                                                             

 

2

3    

Hista