<                          Sulla sdraio
                                                                di Peppino Marino
  
   Di questi tempi, col caldo soffocante che ci opprime, non è facile lavorare, non è facile scrivere, spesso non è facile nemmeno pensare. Lo si può fare solo se ci si limita a pensieri brevi, scritti altrettanto stringati, riflessioni fugaci sugli avvenimenti che ci scorrono davanti, magari mentre ce ne stiamo distesi "Sulla sdraio" (chi se lo può permettere)

 

                           RIFLESSIONI ESISTENZIALI SEMISERIE



    Non è facile avere 18 anni cantava Rita Pavone 56 anni fa, invece è facile, accidenti com'è facile! Ci arrivi tutto pieno di entusiasmo e stracarico di progetti, il guaio è che, come canta De Gregori, "poi ti volti a guardarli e non li trovi più" e ti ritrovi vecchio con i cassetti pieni di sogni sfumati, di delusioni, di progetti falliti, ma continui a progettare, magari con più esperienza, più giudizio, più accortezza, ammaestrato dagli errori del passato, soprattutto quando progetti relazioni umane perchéè, come dice Guccini, anche "se avessi previsto tutto questo, dati, causa e pretesto, forse farei lo stesso" perché, e chiudiamo con Dalla, "La vita è come l'oceano, non la puoi bloccare, non la puoi recintare."

                             MONDO CANE! (MA NON E' IL FILM DEL 61

   E' stata una faticaccia, stamattina, far ripartire l'impianto di riscaldamento. Il freddo della notte scorsa ha gelato i tubi dell'acqua costringendomi a un lavoro straordinario impensabile di questi tempi. Ora, finalmente, è tutto a posto e posso godermi il dolce tepore di casa.  Nei giorni scorsi era una lagna continua di gente che sbuffava per il caldo. Ora saranno contenti. Se nei prossImi giorni la temperatura dovesse risalire oltre i 20 gradi e sento qualcuno lamentarsi giuro che gli sparo in bocca! Che mondo balordo! Gente che ti regala appartamenti a tua insaputa, persone che te le ritrovi a tavola a tua insaputa senza averli mai invitati, poveri pensionati che per difendersi dai ladri sono costretti a tenersi in casa un missile aria - aria clima balordo, insomma un mondo pazzesco!

 

                                    PIETA' PER NOI POVERI IGNORANTI

     Mi capita spesso di leggere articoli di alcuni nostri dotti cronisti che ci fanno il predicozzo dipingendo di fatto i loro connazionali come indolenti, pigri, forse anche un po' tirchi perché non comprano e non leggono i giornali sottolineando che in Italia siamo agli ultimi posti nella lettura di quotidiani. Se questo è vero, se davvero fossimo agli ultimi posti già questo sarebbe un miracolo perché significherebbe che, nonostante i nostri giornalisti provincialotti e scioccamente esterofili facciano di tutto per convincerci a non comprare più i giornali, ancora c'è gente che stoicamente continua a comprarli e a tentare di leggerli. La didascalia sotto questa foto è un esempio lampante della pervicacia nell'opera di dissuasione dei lettori. Un ignorante come me, infatti, per leggere un pezzo di una cartella circa, è costretto, se vuole capirci qualcosa, a prendere in mano almeno una ventina di volte il dizionario inglese o a desistere e io puntualmente desisto. Questo vizietto lo ritroviamo anche e soprattutto negli articoli che riguardano la politica, infarciti di termini gergali in inglese che, fra l'altro, hanno il corrispondente italiano a volte persino più corto e più pratico, ma vuoi mettere quant'è più figo usare l'inglese? Certi pezzi a me sembrano scritti apposta in questo modo per far si che alla fine anche Orfini e Di Maio li scambi per Churchil e Roosevelt. 

IL GRANDE GENIO FINE UMORISTA



    Eugenio Mercuri, universalmente conosciuto come Genio, non è soltanto uno dei migliori pasticcieri della provincia i cui prodotti, soprattutto gli amaretti, sono apprezzati e gustati in Calabria, in Italia e perfino all'estero, ma è anche famoso per le sue gag, i nonsense, le irresistibili battute, il fine umorismo che non lo abbandona mai e che lo rende simpatico a chiunque lo conosca. 
    Ieri sera, come mi capita spesso in estate, a metà della mia pasaseggiata serale, mi ritrovo seduto davanti il suo bar a sorbire una bibita. Genio è con noi, in mezzo agli altri amici seduti in cerchio a bere qualcosa e a chiacchierare. A un tratto arriva una frotta di ragazzini vocianti. Uno di loro, con un simpatico tono di voce tipico dei fanciulli di 10 -12 anni,  gli chiede di cambiargli alcune monetine con la certezza che la cosa andrà in porto. Genio risponde di no e allora ha inizio un curioso siparietto. Sorpreso per il rifiuto il fanciullo chiede il perché e, alla risposta del barista che gli dice che non ha monete, pensa che quello abbia voglia di scherzare e insiste nella richiesta. Genio insiste nel rifiuto e a questo punto intervengono altri fanciulli a pregarlo e a deplorare con garbo il suo rifiuto. La cosa va avanti per oltre un minuto con battute e contro battute delle parti in causa sempre più spassose, poi il gruppo dei ragazzi desiste e si allontana. I dialoghi mi hanno divertito e vista la familiarità del mio amico con i fanciulli sono convinto che certamente li conoscerà per cui, per curiosità gli chiedo: 
"Genio, chi sono questi ragazzini?" 
A  questo punto arriva la battuta fulminante che scatena l'ilarità generale:
"Che?, chi ne sacciu? Su' senza targa." 
Grande, Genio, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. 

 

 IL PRANZO DI MONTALBANO A CASA MIA 

   Pranzo alla Montalbano quello di oggi, non dal mitico Enzo, ma a casa mia, con una caponata e un'insalata di mare fatte in casa di quelle che costringono il "commissario Zingaretti" alla lunga passeggiata digestiva sul molo e all'immancabile incontro col famoso granchio. Ringrazio anche per questo il Maestro Camilleri al quale auguro una pronta guarigione, che mi ha fatto conoscere a apprezzare la caponata e mia moglie, che seguendo le mie indicazioni mi ha strappato di mano la ricetta di questo gustoso, irresistibile piatto della cucina siciliana che prepara in modo eccellente quasi fosse la famosa Adelina. Una squisitezza da leccarsi le dita. 

 'A MAIL - LA
    di Peppino Marino

     Con il vorticoso progresso della tecnogia, soprattutto col trionfo delle nuove tecnologie e delì'informatica il mondo intorno a noi si modifica rapidamente. Da un giorno all'altro cambiano usi, costumi, abitudini consolidate, perfino il modo di stare insieme e socializzare, cosicché diventa sempre più difficile raccapezzarci e, soprattutto, più struggente e doloroso disfarci di una parte consistente e importante del nostro passato. E' la vita! Meglio scherzarci su come ho fatto io. 

Quannu nun se parrava’ mericanu
e internet ‘nu se canuscìa’
Si se scrivia’, se scriviari a manu
e chillu chi scrivìa se lejìa.

Tannu ‘a maìlla serbiari pe’ scanare,
ppe’ fare ‘u pane oppure ‘e pitticelle,
mo, ammece, si ne serba’ pe’ mannare
puru ritratti, faìlle e littarelle.

Quannu scrivìa a manu a littarella,
‘u franchibullu  ‘e supra ce ‘mpacchjiava,
e doppu  la chjiuria bella, bella
e ‘ntra la buca russa la ‘mpostava.

Prima ‘e ‘nu mise ‘un arrivava mai
e chine l’aspettava ogne matina
‘ntra lu frattempu  se scordava li guai
aspettannu a Rosina la postina.

Quannu t’ha rava,  poi te ricriava
era ‘navvenimentu eccezionale;
quantu l’avìa  aspettata c’arrivava!
Paria quasi ‘na festa nazionale.

Cu’ la manu tremante l’aperìa
specie s’era n’a littara d’amure
cu’ tutta l’attenzione t’ha lejìa
e t’ha sarbava cu’ tutte le cure.

Mo ammece la matina appena azatu
appicci lu casciottu e guardi ‘a posta,
te trovi re maìlle cummegliatu
e nun riscerni ‘a paglia re la pasta.

‘A littara d’amuri è ormai  sparita
al massimo se scrivanu “TVB”,
a posta ‘un vena quasi cunzignata
e n’ho ‘mparatu chi  è  ‘nu reply.

Chissu è lu prezzu chi s’ha de pagare
allu progresso, alla tecnologia,
c’è cchjiu commerità a navigare,
cumu è canciatu ‘u munnu, arrassusia!