ANNO 2108  

 

                                                                                              Gennaio  

4/01/2018

Addio a Maria Schiariti, una grande educatrice



  Ho appreso con dolore e sgomento la notizia dell'improvvisa scomparsa della carissima amica e collega Maria Schiariti coniugata Sperlì. Aveva 87 anni. 
  In questi frangenti centinaia e centinai di ricordi di quasi trent'anni trascorsi insieme a insegnare nella stessa scuola riaffiorano alla mente. La collega Schiariti era una donna schiva e riservata, quanto cordiale e rispettosa dei colleghi, degli alunni e di ogni persona con la quale si rapportava. Da quella grande maestra che è sempre stata, preparata, scrupolosa, con un grandissimo senso del dovere, riusciva sempre a ottenere il massimo dai suoi alunni che l'adoravano. Era particolarmente ferrata nella didattica della lingua italiana e da lei ho appreso tanto. Con lei, per sua iniziativa, avviai la sperimentazione delle classi aperte e lo scambio degli alunni quando ancora si insegnava con i programmi didattici del 1955. Quando andò in pensione mi resi conto che la scuola perso uno dei docenti più preparati e prestigiosi negli ottant'anni dalla sua istituzione. Grazie, Maria, grazie per la stima e l'affetto che hai nutrito per me, ma soprattutto per i tuoi alunni, per le generazioni che hai saputo educare e istruire e che ti veneravano. I funerali saranno celebrati domani alle ore 10 nella chiesa di Santa Maria del Soccorso, poi la salma muoverà per Tropea, sua città di origine, dove sarà tumulata.    
  Voglio far giungere al marito, il caro compagno Emilio Sperlì, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Qui di seguito riporto l'addio di una delle sue più care alunne.

Arrivederci, cara Maestra, cara amica, cara mamma per vocazione , ricordo di un'infanzia felice.
 Penso di poter esprimere questo sentimento forte che mi legava a voi anche a nome di tutte le alunne che avete conosciuto, educato alla vita, istruito. Sono sicura che questo non è un addio, ma solo un arrivederci. Sono sicura che ci rincontreremo in un'altra dimensione e, come quando eravamo fanciulli, ci accompagnerete ancora prendendoci per mano. Grazie per averci insegnato la vita.

    Maria Chiodo

07/01/2018

Addio alla collega Lauretta Mirante




   Ho appreso con dolore la notizia del decesso, nella mattinata di oggi, presso l'ospedale civile di Crotone, all'età di 76 anni, della collega Laura Mirante vedova dell'amico Peppino Lacava. A distanza di soli quattro giorni, un'altra collega assieme alla quale ho insegnato per lunghi anni nella scuola elementare Mario Sperlì di Caccuri, ci lascia all'improvviso e quasi con discrezione come visse sempre. 
   Originaria di Santa Severina, 
dopo il matrimonio si trasferì a Caccuri. Laura era una collega riservata, modesta, che svolgeva il suo lavoro con scrupolo  e dedizione. Nei lunghi anni di lavoro comune il nostro rapporto di lavoro è sempre stato improntato alla reciproca stima e al reciproco rispetto. La ricorderò sempre con affetto e e commozione.
Le esequie saranno celebrate domani 8 gennaio, alle ore 15, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. 
In questi momenti di grande dolore voglio far giungere ai figli Vincenzo, Salvatore, Tina, ai nipoti e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, collega Lauretta e che la terra ti sia lieve. 


07/01/2018

 E' morta Maria Guzzo




   Ho appreso qualche minuto fa la triste notizia della morte di Maria Guzzo, deceduta questa mattina ad Asti all'età di 87 anni. Per la terza volta in pochi giorni la morte viene a funestare i primi giorni caccuresi di questo nuovo anno. Tre morti, tre donne, tre persone care. 
   Maria, figlia di Vincenzo Guzzo (il Poeta), era la vedova  del caro amico Luigi Pisano e madre di Rina, Pisano, carissima amica su facebook e nella vita. Essendo emigrata molti anni fa in Piemonte, nel corso della mia vita ho avuto modo di incontrarla poche volte, ma la ricordo come una donna dolce, mite e buona, tutti tratti caratteriali tipici dei membri della famiglia Guzzo. In questo momento così drammatico sono particolarmente vicino all'amica Rina,
a Luciano, alla sorella Giulia, ai nipoti e ai parenti tutti. Addio, Maria i tuoi occhi erano lo specchio della tua bontà. 

10/01/2018

Lezione di storia locale nella Scuola primaria



   E' stato bello ed emozionante, questa mattina, tornare in cattedra nella scuola M. F. Sperlì nella quale ho insegnato per 37 anni, anche se oggi si è trasferita nell'edificio della scuola media. Per l'occasione ho accolto l' invito delle colleghe, per una lezione sulla storia di Caccuri agli alunni delle cinque classi elementari, (ops, scusate primarie com'è di moda chiamarle adesso). 
  I fanciulli hanno seguito con molta attenzione la chiacchierata durata quasi un'ora e alla fine mi hanno subissato di domande alle quali ho cercato di rispondere, domande che diventavano sempre più insistenti a testimonianza dell'interesse che le giovanissime generazioni nutrono per la storia, a differenza dei pedagogisti e dei ministri della Pubblica Istruzione (o meglio dell'Istruzione) che negli ultimi decenni l'hanno cancellata dai programmi di questo segmento scolastico, l'unico nel quale negli scorsi decenni si insegnava questa materia che nelle scuole superiori ti regalavano come la milza o la coratella quando compravi la carne dal macellaio, a condizione che te la cavassi in italiano e in latino. 
  La lezione di oggi, assieme a visite guidate ed escursioni alla scoperta di monumenti, antichi insediamenti rupestri e bellezze paesaggistiche, fa parte di un progetto didattico approntato e realizzato collegialmente dalle colleghe che ringrazio, assieme al dirigente e ai ragazzi, per avermi dato l'opportunità di sentirmi ancora utile a qualcuno.


13/01/2018

"Turista nel mio paese" per conoscerlo e amarlo



  Ancora con gli alunni e le colleghe della mia scuola per una nuova lezione nell'ambito del progetto "Io turista nel mio paese" che ha lo scopo di far scoprire e amare Caccuri ai nostri giovanissimi concittadini che sono il presente, ma soprattutto"futuro remoto" del nostro natio borgo, un borgo che, nonostante le pompose affermazioni  che noi anziani spesso ci lasciamo sfuggire, forse abbiamo amato e rispettato meno di quanto avremmo dovuto. Troppo spesso abbiamo assistito passivamente (o ne siamo stati addirittura i protagonisti)  alla devastazione di luoghi e angoli suggestivi di questo bellissimo posto forse perché da fanciulli non ci è stato insegnato ad amarlo, ma, soprattutto ad apprezzarne le bellezze paesaggistiche. l'architettura, i monumenti, l'arte, le tradizioni, la civiltà contadina con il suo inestimabile patrimonio di conoscenze e abilità poi "espropriate" dalla moderna tecnologia che le ha trasformate in strumenti, utensili, processi di conservazione degli alimenti etc. Per questo  progetti come quello delle carissime colleghe sono fondamentali per formare, non solo il cittadino italiano colto, istruito, cosciente dei diritti e dei doveri di ognuno di noi, ma anche il caccurese che ama davvero in modo consapevole e profondamente il proprio paese. 
  Per l'occasione mi sono limitato a presentare virtualmente, poiché la pioggia ha impedito ai ragazzi una visita guidata programmata per stamattina, gli strumenti,gli utensili, le suppellettili e gli altri reperti del mio museo personale che, a differenza di quelli statali e di altri privati, può essere visitato gratuitamente tutti i giorni e non solo in occasioni particolari. Chi volesse farsi una idea, seppur pallida degli oggetti esposti, può dare un'occhiata a questo link del mio sito L'Isola Amena:http://www.isolamena.com/LAVORO/Museo/stanze.html

21/01/2018
  La terra del ritorno di Giusy Staropoli a Botricello



  E' stato un pomeriggio all'insegna della cultura quello di ieri a Botricello, nei locali dell'ex asilo, con la poetessa e scrittrice Giusy Staropoli e il suo bellissimo romanzo "La terra del ritorno", un inno d'amore alla terra di  Calabria, una terra nella quale sono piantate saldamente le nostre radici, la terra dei nostri padri, dei nostri antenati la quale, anche se cerchi di allontanarti, di abbandonarla, ti richiama prepotentemente perché la terra dove si nasce non può restare sola e bisogna tornarci e restarci perché è la terra del pane buono, un pane che non è soltanto quello del forno cotto dalle mani esperte, anzi "sperte" di una madre, il cibo che nutre il corpo, ma anche di quel "pane" che nutre l'anima" il cui profumo resta nelle narici per sempre, appiccicato addosso; una terra che come una madre attende sempre il ritorno dei suoi figli. 
  E i  temi della partenza e della "restanza", quello del ritorno  nella terra di Saverio Strati, uno dei protagonisti del libro di Giusy, sono stati al centro di un interessante, serrato dibattito che si è intrecciato con i problemi politici, con le difficoltà, gli ostacoli, la carenza di infrastrutture che rendono difficile, ma non impossibile il riscatto del Sud e della Calabria, un riscatto possibile se questa terra la si ama, se si riescono a fare anche scelte difficili come quella di Turi Nassi, il medico che torna da Torino, dove si era brillantemente inserito rinunciando perfino a una cattedra universitaria, il sogno di una vita, per salvare il suo paese e restarci a vivere perché la terra dei padri deve appartenere ai figli che la devono coltivare e farla produrre, anche questa, probabilmente una metafora che sta a indicare la voglia e la necessità di riscattare il Mezzogiorno e la nostra Calabria pere farli rivivere e prosperare-  Tutto ciò è possibile solo se riusciamo a educare in nostri giovani, fin dalla fanciullezza, ad amare la nostra terra e ad apprezzarne le ricchezze e il vastissimo patrimonio culturale accumulato dalle generazioni precedenti. "D'intelletti contadini con il dono della restanza ha bisogno questo maledetto Sud, non di intellettuali strafottenti con la sola prosopopea dell'erranza che quaggiù oziano lenti, perché chi scappa via lontano è un codardo", ammonisce la nostra giovane scrittrice. Un libro davvero bello e interessante, La terra del ritorno, che ogni calabrese dovrebbe leggere e conservare nella propria biblioteca. 
   A discutere con Giusy e col numeroso pubblico in sala c'erano Franco Falbo, dell'associazione culturale Bothros che ha organizzato l'evento, la dottoressa Angela Ippolito,  l'ingegnere Gregorio Voci, capogruppo di minoranza al Comune di Botricello e l'autore di questa nota.


                                                                                                                 
F
ebbraio  

02/02/2018

           Addio a Giovanni Loria



  
Se n'è andato anche Giovanni Loria, uno degli uomini più buoni, onesti, laboriosi, gentili che io abbia mai conosciuto. Riservato, quasi pudico, era una persona che traspirava educazione e garbo. La mia conoscenza di Giovanni coincide con i miei primi ricordi. Per più di una ventina di anni Giovanni abitò in viale del Re, a meno di 30 metri da casa mia per cui mi vide nascere e crescere. La sua amicizia con mio padre e l'aver lavorato assieme per qualche periodo contribuì a rafforzare i legami con la mia famiglia. Poi si trasferì a Santa Rania, ma lo ritrovai quando mi affacciai alla vita politica per la comune militanza nello stesso partito. Giovanni era un cristiano evangelico, ma la sua tolleranza e il suo rispetto per le altre fedi era proverbiale. La sua scomparsa, alla veneranda età di 98 anni, è una grave perdita per i paese, per la sua famiglia, i suoi splendidi figli, ma anche per tutti quelli che abbiamo avuto l'incommensurabile fortuna di conoscerlo e apprezzarlo. Addio, compagno Giovanni, io non so se esiste davvero un paradiso, ma se esiste sono certo che tu siederai su uno degli scranni più alti e, comunque, resterai sicuramente nel Pantheon degli uomini giusti saggi e onesti.  

04/02/2018

E' morta Giulia Spatafora



  Si è spenta nei giorni, scorsi all'età di 60 anni, a Olgiate comasco, la signora Giulia Spatafora. Giulia, che aveva sposato il nostro amico Vincenzo Guzzo, era figlia di Edoardo Spatafora e di Maria Falese. In questo momento di dolore voglio far giungere all'amico Vincenzo, ai figli Domenico e Pamela e ai parenti tutti le più sentite condoglianze da parte mia e da parte degli amici di Caccuri. 

  05/02/2018


Addio a Rosina Murgia



  Ho appreso con doloroso stupore la notizia  morte dell'amica  Rosina Murgia che si è spenta in una clinica di Crotone all'età di 71 anni. Una grande quantità di ricordi mi legano a questa mia compagna di scuola di seconda e terza media e poi dell'istituto magistrale che frequentammo negli stessi anni, pur in classi diverse, a San Giovanni in Fiore. A volte capitava anche che studiassimo insieme qualche particolare materia. 
  Rosina insegnò poi per molti anni nella scuola media di Caccuri fino alla pensione. Era una donna e un'insegnante schiva e riservata, ma profondamente rispettosa dei colleghi e degli alunni.  Nell'occasione voglio far giungere ai fratelli, al marito, ai nipoti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, cara compagna di scuola.


12/2/2018

 E' morto Eduardo Salerno



   Ho appreso ieri mentre ero in viaggio, con profonda tristezza, la scomparsa, in provincia di Venezia, dove viveva da una decina di anni dopo una vita da emigrato in Svizzera, di Eduardo Salerno.
   Eduardo, che aveva 79 anni, era uno dei 7 figli di Pietro Salerno e Filomena Cosenza ed una un bravo sarto, oltre che un bravo suonatore di fisarmonica come il fratello Rosario. Era una persona buona e riservata, socievole e amabile.  
   Nei primi anni '60, assieme ai fratelli Pietro, Domenico, Vincenzo e alla sorella Gina, fu costretto anch'egli a emigrare e a lasciare per sempre il paese natale e la casa del rione Pizzetto. L'ultima vota che l'ho incontrato a Caccuri, due o tre anni fa, abbiamo chiacchierato a lungo e ci siamo lasciati con la speranza di ritrovarci ancora in piazza a ricordare i tempi passati. Purtroppo non è stato più possibile. In questo momento di dolore voglio far giungere alla famiglia, ai fratelli e alla sorella Gina, ai nipoti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, Eduardo, riposa in pace. 

19/2/2018

 Grande dibattito all'UPMED alla presentazione di "Roccabernarda" 

 

   Dibattito serrato e interessante, ieri pomeriggio, nella sede dell’Università popolare del Mediterraneo di Crotone in occasione della presentazione del volume “Roccabernarda - Storia e istituzioni”, la storia del paese del Marchesato ricostruita da nove ricercatori calabresi coordinati dal dott. Rocco De Rito, curatore del libro il quale nel suo intervento che si è soffermato a lungo sul contenuto dell’opera e sulla valenza storico – sociale di questa importante pubblicazione, assieme al presidente dell’associazione Maurizio Mesoraca e a due coautori, fra l’altro membri del direttivo dell’Upmed, lo storico e ricercatore Andrea Pesavento e l’autore di queste note.
  A innescare la discussione è stato proprio il pregevole intervento di Andrea Pesavento che ha messo in evidenza il ruolo storico di Roccabernarda e dei paesi dell’Alto Marchesato e della Presila nell’economia agro – silvo - pastorale del comprensorio, un  processo che ha favorito la nascita e lo sviluppo di comunità coese e con una identità ben definita. Un ruolo che, però, è venuto meno per l’abbandono dell’agricoltura e delle attività pastorali con l’avanzare del nuovo e con la trasformazione dell’agricoltura e dell’allevamento e che oggi è messo definitivamente in crisi dalla globalizzazione e dalla delocalizzazione delle colture. Tutto ciò in anni più recenti ha provocato l’abbandono delle zone interne e il trasferimento delle popolazioni nelle zone costiere con la conseguente urbanizzazione selvaggia del territorio, ma oggi anche i paesi rivieraschi e la stessa Crotone rischiano di sparire per gli stessi motivi. Ed ecco che libri come questi, ha fatto osservare il presidente Mesoraca che ha alle spalle  un passato da senatore, diventano preziosi, non solo per ricostruire una identità storico – politica e sociale, ma anche per fare il punto della situazione e far conoscere le nostre notevoli risorse che non sono solo culturali, archeologiche, paesaggistiche e ambientali, ma anche economiche, a partire dai nostri due grandi fiumi, il Neto e il Tacina, dalla terra che consentirebbe la coltivazione di specie autoctone e pregiate, dai monumenti e dai percorsi didattici che si potrebbero realizzare. Insomma tutta una serie di attività umane che potrebbero creare occasioni di lavoro e di sviluppo in grado di arrestare l’emorragia di risorse umane e la fuga dei nostri giovani.  Tutto ciò è possibile, ha continuato Mesoraca, solo riuscendo a fare rete tra le associazioni culturali, le amministrazioni comunali, gli operatori economici dei diversi paesi superando  anacronistici campanilismi, sciocche gelosie, inammissibili divisioni che ci indeboliscono e ci fanno perdere importanti opportunità. Concetti che sono stati ripresi e riaffermati anche da alcuni interventi del pubblico come quello di Pino Condello, presidente de Le Arnia, un’associazione che fa rete con l’Upmed assieme a Libera e all' Arci nel Polo culturale crotonese, della giornalista Giovanna Calvo che ha ricordato la fallimentare esperienza della Borsa turistica e di altriintellettuali e tecnici presenti in sala.
 


24/2/2018

                 La storia "si fa  viva" 


     Mattinata dedicata ancora una volta alla storia locale questa mattina nei locali della scuola media, per gli alunni della Scuola primaria M. F. Sperlì. Per l'occasione si è parlato della fondazione e della tormentata storia di Akeronthia, l'illustre città fondata dagli Enotri sulla sommità di una collina  nella valle del Lese in un periodo compreso tra l'XI e il X secolo avanti Cristo,  vero e proprio libro di storia all'aperto del quale abbiamo più volte parlato su queste pagine. 
  La lezione è consistita in una visita virtuale all'antica Cerenzia in sostituzione di quella reale che non si è potuta effettuare per l'inclemenza del tempo. La mattinata è poi proseguita con la visita della scolaresca al nostro "museo privato" della civiltà contadina. Un saluto affettuoso e un ringraziamento affettuoso agli alunni e alle colleghe che ogni tanto ci danno l'opportunità di sentirci ancora utili a qualcosa. 

                                                                                                                                         MARZO

7/3/2018

Intitolata ad Antonietta Ambrosio la sede AIDO di Caccuri

   Sarà intitolata alla compianta Antonietta Ambrosio, domenica 18 marzo, nei locali dell'ex scuola elementare di via Adua, in occasione dell'inaugurazione,  la sede caccurese dell'AIDO, l'associazione dei donatori di organi costituita da qualche mese nel piccolo paese della provincia di Crotone. Ce ne dà notizia la collega Pina Falbo con un comunicato. 
   Si tratta di un doveroso atto di omaggio nei confronti di una donna da tutti stimata in paese per la sua franchezza, la sua lealtà, la sua generosità della quale ha voluto dare testimonianza anche in punto di morte con la donazione delle cornee che consentono ad altri occhi di continuare a vedere la luce. Un saluto commosso e deferente all'amica Antonietta e un plauso ai dirigenti dell'AIDO locale. 

21/3/2018

             Venti di speranza. di Franco Ambrogio all'UPMED


Tanta gente e un gran bel dibattito, ieri pomeriggio, nella sede dell'Università popolare del Mediterraneo di Crotone alla presentazione del libro di Franco Ambrogio, Venti di speranza, edito da Rubbettino. 
   A dialogare con l'autore il "padrone di casa", Maurizio Mesoraca, presidente dell'UPMED e Gaetano Lamanna, segretario provinciale del PCI nei primi anni '70 e dirigente regionale dello stesso partito. 
   Franco Ambrogio, segretario regionale del PCI dal 1970 al 1980, deputato per tre legislature e vice responsabile della Commissione meridionale del partito con Abdon Alinovi, in Venti di speranza, ricostruisce la storia politica della Calabria nel periodo compreso tra il 1943 e il 1950; gli anni dell'armistizio e della liberazione della regione, della svolta di Salerno e della partecipazione dei comunisti alla ricostruzione, alla fase costituente, alla nascita della repubblica;  gli anni della lotta per la terra che vide il suo culmine con la strage di Melissa, i decreti Gullo, la concessione delle terre e il sostanziale fallimento della riforma agraria che diede poi origine allo svuotamento della Calabria e del Mezzogiorno, serbatoi di manodopera a basso costo e mercato nel quale vendere beni prodotti nelle altre aree del paese.  Il volume si avvale di una premessa di Rosario Villari, uno dei più accreditati storici contemporanei. 
  Pregevoli gli interventi del presidente Mesoraca e di Gaetano Lamanna il quale ha evidenziato come attraverso la la lotta per le terre il PCI forgiò una classe dirigente e contribuì alla costruzione della democrazia repubblicana, operazione, come ha spiegato Ambrogio, che non ha trascurato di evidenziare anche l'apporto di frange della Democrazia Cristiana, soprattutto di preti che si ispiravano all'opera di don Sturzo a queste battaglie, che fu resa possibile dalla svolta di Salerno e dall'attribuzione al PCI di un ministero importante come quello dell'agricoltura.
    La conquista della terre incolte, nonostante i limiti, i problemi e il sostanziale fallimento della riforma agraria dopo la cacciata dei comunisti e la nomina di un ministro dell'agricoltura esponente degli agrari come Antonio Segni. contribuì, comunque, ad avviare una profonda trasformazione del Marchesato, della Calabria e del Mezzogiorno, nonostante i condizionamenti che PCI e DC subivano rispettivamente da parte del blocco sovietico e dagli anglo americani. 
  Insomma un'altra bella iniziativa, un'altro fiore all'occhiello dell'Università popolare che continua a promuove libri e cultura a getto continuo. 


22/03/2018

AKERONTHIA A CERENZIA



      Nuova lezione sull'antica Akeronthia, questa volta, su invito di Pina Falbo e delle altre colleghe,  a Cerenzia, la cittadina fondata da Ferdinando II di Borbone verso la metà del secolo XIX e nella quale si trasferirono i discendenti degli Enotri quando furono costretti da numerose calamità naturali ad abbandonare l'antica cittadina che si vuole fondata da Filottete qualche miglio più a est. Anche a Cerenzia le colleghe sono lodevolmente impegnate in un progetto didattico coordinato  che si ripropone di far conoscere ai fanciulli la nostra storia, abituarli alla ricerca e, soprattutto, farli innamorare di questa parte d'Italia e d'Europa che tanta influenza ebbe nella storia e nella cultura della Penisola e dell'intero continente europeo.  Ritrovare l'orgoglio delle nostre radici e imparare ad apprezzare e amare la nostra terra è un sicuro antidoto all'abbandono e all'emigrazione per arrestare l'emorragia di risorse umane che rischia di desertificare e far morire la Calabria e l'intero Mezzogiorno. Un plauso e un augurio di buon lavoro alle colleghe e ai fanciulli. 

25/3/2018

                                 Addio a Maria Guzzo

Si è spenta nella mattinata di oggi, all'età di 83 anni, la cara Maria Guzzo, vedova Blaconà. A Maria, ai suoi genitori, al marito, l'indimenticabile Peppino,  mi legavano una infinità di ricordi oltre a un'amicizia particolarmente intensa anche per via di un sangiovanni di battesimo con la famiglia di mio padre, un legame che era poi rafforzato dalla comunanza di idee, sia col padre. Giovanni Guzzo, sia con Peppino.
   Donna solare, col suo eterno sorriso stampato sulle labbra, Maria era donna buona, amabile, gentile, sempre prodiga di un incoraggiamento, di un consiglio, di un augurio per il suo prossimo. Donne così non si dimenticano e dobbiamo ritenerci fortunati di averle conosciute e di aver goduto della loro stima. 
   In questi momenti di dolore sono particolarmente vicino alle figlie, Mena e alla cara collega Margherita, ai generi Salvatore e Domenico, al fratello, alle sorelle e ai nipoti tutti. Addio, Maria, ti ricorderemo sempre. Che la terra ti sia lieve. 

 25/3/2018

  E' morta Antonietta Marra



   E morta ieri a Roma, all'età di 83 anni,  la nostra compaesana Antonietta Marra, vedova Ciorra.  Antonietta, che aveva sposato Alessandro Ciorra, era una delle figlie di Maria 'a Longa. Era, come le sorelle e come la madre, una persona amabile, discreta e brava di quelle che in paese ricordano tutti con affetto e simpatia, anche se viveva da moltissimi anni lontana dal Caccuri. Ai familiari e ai parenti tutti le più sentite condoglianze.

                                                                                                                                                 APRILE

                                                                                                     

3/4/2018

                               Le bufale degli esperti


Quando nei primi anni 80 presi atto che Zifarelli è una zona esposta a venti impetuosi, su consiglio di alcuni esperti piantai lungo il confine cinque cipressi che avrebbero dovuto costituire un'efficace barriera ai capricci del dio Eolo. Quattro di loro morirono o furono abbattuti dal vento ancora giovani. Ne rimase uno maestoso, gigantesco, alto più di 10 metri, sembrava robusto, forte, invincibile, invece si è rivelato un gigante dai piedi di argilla. E' bastato un vento appena più forte dei soliti per sradicarlo e buttarlo giù come un fuscello, mentre tutti gli alberi della zona. compresi quelli rachitici e stentati sono ancora lì, in piedi, a farsi beffe del colosso.  Vatti a fidarti degli esperti! Ora mi ci vorranno un paio di settimane di motosega e olio di gomito per sgombrare il campo dalla carcassa e seminare i fagioli, poi, al posto dei cipressi, pianterò una siepe di giunchi.  Non fermeranno il vento, ma perlomeno lo asseconderanno e non rischierò di rimanerci sotto. Aveva ragione nonno Saverio quando mi diceva che il fenomeno atmosferico più pericoloso non è la pioggia e nemmeno la neve, ma il vento. Lui si che era un esperto!

 

22/4/2018

            Addio a Ines Mele




  
Ho appreso per caso la tristissima notizia della scomparsa di Ines Mele, carissima amica e compagna di studi degli anni 60. Ines, figlia dell’indimenticabile compagno Rocco Mele e della cara Mafalda Parrotta, aveva qualche anno più di me e abitava a pochi passi da casa mia. Frequentammo insieme la scuola media nel vecchio castello di Caccuri, lei la terza e io la seconda, poi lei si iscrisse alla ragioneria e io al magistrale, però viaggiammo sempre insieme nello stesso pullman. Con lei e col fratello Romualdo al quale mi legava una grande amicizia, trascorsi molte giornate e facemmo alcune escursioni a Conserva e Sotto le timpe dove loro avevano un piccolo appezzamento di terreno. La sera ero quasi sempre a casa loro a guardate la TV essendo la loro famiglia una delle poche che possedeva un televisore. Ricordo che fu assieme a lei che vidi la prima volta in TV Pippo Baudo presentare Settevoci, una trasmissione che ci piacque molto.
  Ines, oltre a essere una bellissima e brava ragazza, era una delle studentesse più intelligenti e preparate dei paesi che scolasticamente gravitavano su San Giovanni in Fiore, una professionista che avrebbe potuto dare molto alla sua terra, ma che, invece, l’emigrazione si portò via per sempre.
  Addio, Ines, ti ricorderemo sempre.
 


                                                                                                                                                        
Maggio

09/05/2018

                      ADDIO A DOMENICO GUZZO            



Ho appreso con grande tristezza la notizia del decesso del caro amico e compagno Domenico Guzzo che si è spento ieri a Como all'età di 98 anni.
   Domenico era un uomo eccezionale, un uomo buono col suo eterno sorriso sulle labbra, marchio indelebile di bontà d'animo, un uomo profondamente credente, ma non per questo settario o integralista. Rispettoso del suo prossimo, conciliava perfettamente la fede religiosa con le sue idee politiche di sinistra. Quasi coetaneo di mio padre, al quale era legato da profonda amicizia, ha sempre avuto per me e per la mia famiglia una grande stima e un affetto che abbiamo sempre cercato di ricambiare. Quando scompare un uomo come Domenico è sempre una grande perdita per tutti noi, anche se il suo ricordo sarà sempre vivo e di esempio per gli amici, i compaesani e i parenti.
  In questo momento di dolore voglio far giungere ai figli Giovanni, Vincenzo, Mario, alla nipote Laura e ai parenti tutti le mie più sentite condoglianze. Addio, Domenico, se c'è davvero il paradiso tu vi avrai certamente un posto d'onore. 

10/05/2018

                          ADDIO A TERESA BASILE




  
Un altro lutto è venuto a funestare questo maggio caccurese dopo quelli dei giorni scorsi. Questa volta a lasciarci è stata la cara amica Teresa Basile che si è spenta ieri all'età di 71 anni. Tantissimi sono i ricordi che ci legano a Teresina, donna umile, gentile, garbata e affettuosa, alla sua splendida famiglia, ai genitori, ai fratelli e alle sorelle, amici fraterni, compagni, quasi parenti per via dei sangiovanni di battesimo che una volta costituivano legami quasi più saldi di quelli di sangue. Questi legami si sono poi rafforzati nel tempo anchhe per la comunanza di ideali e di interessi. Persone come Teresina, i genitori, compare Francesco e comare Marietta, i suoi indimenticabili, compianti fratelli Salvatore e Luigino ti restano nel cuore e nell'anima per tutta la vita. 
   In questo momento di grande dolore siamo vicini al marito, il caro Vincenzo Biafora, ai figli, al fratello Peppino, alle sorelle e ai parenti tutti. Addio Teresina, custodiremo con amore il tuo dolce ricordo. 

31/05/2018

E' morto Tommaso Costante



  
Ho appreso solo nel tardo pomeriggio la notizia della scomparsa di Tommaso Costante, un uomo buono, educato, riservato, una persona amabile e benvoluta da tutti. Quando muore uno come lui il dolore è grande non solo per la famiglia, ma per tutti gli amici che lo hanno conosciuto e stimato. In questi momenti di grande dolore soono vicino alla moglie, alle figlie Rosa e Caterina e ai parenti tutti ai quali voglio far giungere le mie più sentite condoglianze.

31/05/2018

               Ho perso un amico fraterno: è morto Gennaro Pisano         

  

  
  Gennaro Pisano non è più con noi.  La terribile notizia della scomparsa improvvisa di questo amico fraterno mi è giunta oggi pomeriggio provocandomi un grandissimo dolore. Quasi coetanei, vivemmo la nostra infanzia e la fanciullezza nel rione Croci dove abitavamo entrambi a una cinquantina di metri di distanza. Da bambino Gennaro abitò per un breve periodo di tempo a Papanici di Crotone dove il padre, autista di pullman si era trasferito per lavoro. Ciò gli valse il soprannome di "papaniciaro" con il quale lo chiamavamo per dileggio per vendicarci dei suoi dispettucci che dispensava, con un gusto particolare, a grandi e piccini. Gennaro, però era un fanciullo buono e generoso capace di farsi in quattro per gli amici. Dotato di una vitalità fuori del comune, era imbattibile nella corsa. Poi frequentammo le ultime due classi della scuola media nella stessa classe e il pomeriggio eravamo sempre insieme a fare i compiti. Quante fastidiose interrogazioni ci risparmiò sfruttando la passione del nostro professore di lettere per lo sceneggiato I miserabili diretto da Sandro Bolchi che la Rai trasmetteva nel 1964. Quando non aveva voglia di essere interrogato o si accorgeva che qualcuno di noi era impreparato, gli bastava rivolgersi al nostro insegnante con queste parole: "Professore, pero Jean Valjean...." e quello partiva sparato per un'ora o due a parlarci de I Miserabili e del suo protagonista. 
   Bravissimo autista ed eccellente perito meccanico, lasciò il posto di lavoro a Milano per trasferirsi in Belgio dove si trasformò in albergatore e ristoratore svolgendo le mansioni di chef  in un suo locale a Wenduine. Quando nel 1992 con la mia famiglia decisi di trascorrere due settimane di ferie nel suo locale mi accolse con grande gioia. Al mattino andavamo a fare la spesa per il ristorante e da questa esperienza acquisii moltissime conoscenze. Nei momenti di pausa Gennaro usciva per strada davanti l'hotel e, puri conoscendo perfettamente il francese, pe il gusto della beffa o forse per il grande amore per il suo paese, si metteva a conversare con gli amici belgi in stretto caccurese e quelli lo capivano benissimo e gli rispondevano in francese. Grande davvero! Aveva insegnato il caccurese a mezzo Belgio. Carissimo amico, che dirti? Non ti sentirò più salutarmi festosamente con quella specie di saluto: "Peppinuzzu Marì!” e io non ti risponderò più: "Carissimo Gennarino", ma ti porterò nel cuore e nella mente per il resto dei miei giorni.  No, Gennarino, non dovevi fare questa fesseria, non dovevi lasciarci così di botto; avevamo ancora tante "zingarate" da fare insieme. tanti bicchieri di vino da sorseggiare ricordando la nostra giovinezza.    Oggi mi stringo ai tuoi cari a tua moglie, a tua figlia, a Rosanna, a Serafina, ai tuoi nipoti che piangono la tua dipartita. Addio, Gennarì e vedi di insegnare un po' di caccurese anche ai santi del paradiso. Ti abbraccio
 

                                                                                                                                              Giugno

02/06/2018

                    Presentata nella Grancia del Vuldoi la Kid's fest 2018


  
  
  E' stata presentata ieri pomeriggio, in una sala della Grancia del Vuldoi, l'agriturismo in contrada Bordò dell'agro di Caccuri, la seconda edizione italiana della Kid's fest, la festa internazionale dei fanciulli nata a Sarajevo dopo la fine del conflitto serbo - bosniaco per far dimenticare ai piccoli abitanti della città gli orrori della guerra e inculcare nelle giovanissime generazioni l'amore per la pace, l'amicizia tra i popoli e l'inter cultura e ripresa poi in alcuni stati dell'Europa e del nord Africa. In Italia la scelta è caduta su Caccuri grazie all'attivismo dei coniugi Manuelita Scigliano, caccurese e Ramzi Labidi, un giovane dottore tunisino   profondo conoscitore della cultura italiana ed europea che hanno saputo coinvolgere nell'iniziativa giovani caccuresi, associazioni del Crotonese e della Calabria e volontari. 
   Nel presentare l'edizione 2018 che avrà luogo nella nostra cittadina il prossimo 17 giugno, Manuelita ha fornito le cifre dell'edizione 2017 che ha registrato la presenza di circa 2.000 tra fanciulli provenienti da altre zone della Calabria e d'Italia e accompagnatori, la partecipazione di 32 associazioni, dieci istituzioni scolastiche e artisti volontari.
   L'ambizione degli organizzatori, ha spiegato Giuseppe Di Gioia nel suo intervento, è quella di creare laboratori permanenti in collaborazione con il mondo della scuola per favorire l'integrazione, l'inter cultura e l'amore e il rispetto fra i popoli del Mediterraneo. All'iniziativa era presente anche l'ingegnere Peppino Miliè che ha portato il saluto del presidente dell'Accademia dei caccuriani Adolfo Barone che patrocina la Kid's fest assieme alla Caritas e ad altre associazione. Miliè si è detto orgoglioso , come membro dell'associazione e come caccurese, di appartenere a una comunità che organizza eventi di tale rilevanza socio - culturale.
   Quest'anno, tra le altre cose, è prevista la presenza di uno stand tunisino e di uno tedesco nei quali le due delegazioni promuoveranno le loro peculiarità.
 

05/06/2018

                              Una bella festa per un bel progetto quella della Primaria



  
E' stata come sempre una bellissima festa quella di chiusura dell'anno scolastico della scuola primaria M..F. Sperlì di Caccuri ', ieri nell'auditorium della scuola media. I fanciulli, sotto la guida delle loro insegnanti e con la collaborazione dei professori di strumento musicale della scuola secondaria di I grado, hanno allestito un gradevole spettacolo musicale nel corso del quale hanno interpretato alcune canzoni popolari tra le quali 'A caccurisella, recitato e danzato. Ma lo scopo principale della festa era quello di presentare i risultati di un importante ed intelligente progetto didattico dal tutolo "Io turista del mio paese" realizzato nel corso dell'anno scolastico con l'obiettivo di far conoscere alle giovani generazioni, sin dai primi anni della loro esistenza, la storia del loro paese e del comprensorio, i monumenti, le bellezze paesaggistiche, le risorse naturali, culturali, socio economico. 
    Nel corso dell'anno scolastico che si va concludendo, gli alunni sono stati impegnati in ricerche, conversazioni, incontri con storici locali ed esperti del territorio. Tutto ciò ha consentito di produrre, fra l'altro, un interessante, completo, preziosissimo pieghevole che, in solo sei facciate, consente al lettore di conoscere i monumenti del nostro paese, la bellissima Akeronthia, l'antica Cerenzia fondata dagli Enotri e poi sede vescovile e alcune preziose informazioni di carattere storico su Caccuri e sui dintorni. Una guida turistica che nemmeno un'agenzia specializzata, un comune o qualche altro ente sarebbero stati capaci di realizzare.     
     Credo che tutti noi caccuresi, i genitori degli alunni, tutti coloro i quali hanno a cuore il futuro di queste contrade, se avranno ancora un futuro, dobbiamo essere grati alle colleghe per il lavoro svolto perché un paese lo si può amare solo se lo si conosce bene, solo se attraverso la conoscenza della nostra storia, delle nostre tradizioni, della nostra produzione culturale, folkloristica, letteraria riusciamo a ricostruire una nostra identità della quale andare orgogliosi. sentirci una comunità coesa e ricca di fermenti per invertire l'inaccettabile degrado, l'abbandono e la desertificazione dei nostri paesi.
 

08/06/2018

   Grande musica, cultura europeista e filosofia nello spettacolo di fine anno della Secondaria di Caccuri



  
E' stato per me un grande onore, oltre che una grandissima emozione, assistere ieri pomeriggio, nei locali del Centro sociale di Caccuri, allo spettacolo di chisura dell'anno scolastico della scuola secondaria di primo grado (scuola media) di Caccuri allestito dai ragazzi e dai colleghi. Grande è stata la mia sorpresa e, ovviamente, l'orgoglio, nel veder rappresentate due mie vecchie opere. La prima, "Cittadino europeo, cittadino del mondo", una pieces scritta nel 2007 e rappresentata a fine maggio dello stesso anno con i ragazzi della mia scuola a conclusione di un  omonimo progetto didattico tendente a far nascere nei fanciulli una coscienza europeista, la seconda un apologo dal titolo Zu Giuvanni e la morte che, grazie alla filosofia epicurea che non conosce, ma che pratica a sua insaputa, riesce non solo a vincere la paura della morte, ma a beffare ripetutamente la "negra parca" vivendo per sempre.  "Cittadino europeo, cittadino del mondo" è stata ripresa e rappresentata anche da  scuole campane e lucane, mentre zu Giuvanni e la morte da una compagnia teatrale di Belvedere Spinello che l'ha portata in alcuni paesi della provincia. Devo davvero un grazie di cuore alla collega Maria Fazio, per questa bellissima sorpresa e per questo graditissimo omaggio.
  Al di là di questo va detto che la scuola media di Caccuri (mi scuso per il fatto di non usare il nome ufficiale americanizzato per l'eccessiva lunghezza) è egregiamente impegnata da anni in attività didattico educative che si basano sulla drammatizzazione e sulla diffusione della cultura musicale, un modo eccellente di arricchire l'offerta formativa, come ha sottolineato il dirigente scolastico Giuseppe Silletta nel suo saluto, e abituare  i ragazzi all'amore per il bello, per valori universali, veicoli  di promozione culturale che hanno elevato e affratellato milioni di uomini in tutto il mondo.  Lo spettacolo ha avuto inizio proprio con l'esibizione dell'ensemble della scuola, una vera orchestra sinfonica diretta dal maestro Umberto Bassi, uno degli eccellenti professori di strumento musicale, pigmalionidi questa bella realtà, che ha eseguito l'inno nazionale, la celebre An die Freude di Beethoven su testo di Schiller, ovvero l'Inno alla gioia e altri due pezzi impegnativi. Vedere i nostri ragazzi alle prese con corni, oboe, fagotto è davvero una cosa bellissima, un miracolo del maestro Bassi e dei suoi colleghi. 
  Credo, come faceva notare il dirigente Silletta, che i genitori dei ragazzi, ma anche tutti noi dobbiamo essere grati ai colleghi per questo loro prezioso lavoro di formazione delle nuove generazioni, un valore per gli stessi ragazzi, per le loro famiglie, ma per l'intera società perché tutti noi abbiamo bisogno dell'intelligenza, della creatività, dell'intraprendenza e del patrimonio di valori dei futuri cittadini di questo paese, di questa Europa, di questo pianeta. 

14/06/2018

E' morta Antonietta Mele



  
Ho appreso qualche minuito fa della morte, all'età di 91 anni, dell'amica e vicina di casa Antonietta Mele che si è spenta nella giornata di ieri. Prima di trasferirsi nell'attuale abitazione di via Montegrappa, Antonietta abito per molti anni nella casa paterna di via Sabotino,  proprio di fronte casa mia. Tra la famiglia Mele, i genitori, i fratelli e le sorelle di Antonietta e quella di mia madre c'erano profondi legami di amicizia e di solidarietà consolidati e rafforzati nel corso di decenni.  Antonietta, fra l'altro, fu la persona che mi presentò mia moglie. 
  I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio alle ore 16,30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. In questi momenti di dolore mi stringo ai figli, Luigi ed Enzo, alle nuore, ai nipoti e ai parenti tutti.